La locandina del film "Le relazioni pericolose"
Una scena di "Le relazioni pericolose"

Francia, XVIII secolo. Prima della rivoluzione si consumano gli intrighi, le sfide, le scommesse e le provocazioni tra il seducente visconte di Valmont (John Malkovich) e la cinica manipolatrice Marchesa de Merteuil (Glenn Close). Lui si accende d'amore per un'altra donna (Michelle Pfeiffer), involontariamente coinvolta nel gioco massacrante tra i due; lei verrà pubblicamente smascherata, e odiata da tutti.

A partire dall'omonima materia letteraria di base – il vibrante capolavoro in forma epistolare del 1782 firmata da P.A.F. Choderlos de Laclos (1741-1803) – Stephen Frears (su sceneggiatura di Christopher Hampton) ricava e dirige un'opera vigorosa e tesa, ricca di sfumature e suadente come gli intrighi che racconta con compiaciuta abilità. Se John Malkovich, Michelle Pfeiffer e Uma Thurman sono eccellenti (soprattutto lui) nell'interpretare con credibilità ruoli impegnativi e facilmente “sciupabili”, l'americana Glenn Close è qui mattatrice assoluta, invitata a ricoprire un ruolo mefistofelico e iconico, che gestisce e doma con straordinaria potenza. È lei il cuore del film, immagine riflessa di un decennio delicato – quello degli anni Ottanta – che al cinema ha avuto tante declinazioni, di qualità o meno: il film di Frears, col suo coacervo di inganni, dolori, scoperte e passioni, non può che esserne specchio attendibile. Sette candidature agli Oscar, incluse quelle al film, alla Close come attrice e alla Pfeiffer come attrice non protagonista.

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