La locandina del film "Ricomincio da noi"
Una scena di "Ricomincio da noi"

Scappata di casa dopo aver scoperto il tradimento del marito, la matura Sandra (Imelda Staunton) si rifugia dalla sorella Bif (Celia Imrie). La scoperta del ballo e l'incontro con Charlie (Timothy Spall) potrebbero cambiare la sua vita.

Tre anni dopo Ruth & Alex (2014), Richard Loncraine si concentra ancora sui sentimenti della terza età, passando dal melodramma a una commedia con risvolti malinconici. È la classica storia del “non è mai troppo tardi”, per citare un’altra pellicola dalle tematiche simili, con al centro una donna costretta a reinventarsi, che dal suo nido dorato di gran classe dove viveva col marito si troverà costretta a scappare per rifugiarsi dalla sorella maggiore, maggiormente scapestrata dal versante professionale e coniugale ma di buon cuore, e capace di insegnare alla protagonista quali sono i veri valori della vita. Viene in mente anche Blue Jasmine (2013) di Woody Allen – per la trama, non certo per i risultati – guardando questa pellicola fragile e banale, che cerca di emozionare ma ci riesce raramente e che regala una sequela di situazioni tanto prevedibili quanto scritte grossolanamente. Il finale melenso, che si chiuse con un patetico fermo immagine, è di rara bruttezza. Non può bastare un gruppo di attori che sanno fare bene il loro mestiere per nascondere i difetti di un prodotto cinematograficamente così fragile. Scelto come titolo d’apertura del Torino Film Festival 2017.

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