La locandina del film "Ritratto di borghesia in nero"

Ritratto di borghesia in nero

Venezia, 1938. Mattia (Stefano Patrizi), giovanotto di Lecco, arriva in laguna per studiare pianoforte: qui conquista il cuore dell'insegnante Carla (Senta Berger), che però accantona quando si invaghisce di Elena (Ornella Muti), una rampolla ricca e viziata. La matura Carla non si arrende e tenta la riconquista del giovane in ogni maniera, ma Elena sarà più forte.

Ispirandosi al racconto La maestra di piano di Roger Peyrefitte, Tonino Cervi dirige un dramma del sentimento calligrafico ed erotizzato, dal finale amaro e dagli sviluppi narrativi discretamente interessanti. Un film tutto giocato sull'ambientazione decadente e l'atmosfera mortifera di una tresca morbosa destinata a concludersi tragicamente. Un mélo sferzante con vaghe ambizioni viscontiane, ma di inamidato formalismo, impreziosito dal talento di Senta Berger e, allo stesso tempo, affossato dall'inadeguatezza del giovane Patrizi e di una Muti fuori parte. Scritto dal regista insieme a Goffredo Parise e Cesare Frugoni. Fotografia di Armando Nannuzzi, musiche di Vince Tempera.

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