La locandina del film "Rush"

Nel 1976 due tra i migliori piloti di Formula 1, il bello e piacione Hunt (Chris Hemsworth) e il più schivo e professionale Lauda (Daniel Brühl), si trovano più volte l'uno di fronte all'altro durante il campionato mondiale. Lauda in Germania rimane vittima di un terribile incidente ma questo non basta per fermarlo. La sfida per la vittoria dunque combacerà con l'ultimo Gran Premio, in Giappone. Chi diventerà il nuovo campione del mondo?

Dopo aver affrontato uno scontro faccia a faccia, anche se di diversa entità, in Frost/Nixon – Il duello (2008), Ron Howard torna a raccontare un duello umano, questa volta dalle tinte sportive. Rush infatti è innanzitutto la fedele e stimolante rappresentazione di una grande rivalità agonistica tra due piloti, ma ciò che più interessa al regista è la sfida tra due figure agli antipodi con cui converrebbe non schierarsi, due facce di una medaglia che sarebbe meglio non vincere. Supportato da una sceneggiatura ben calibrata e dall'ottima prova attoriale dei due protagonisti (davvero arduo decretare un vincitore nella sfida tra i due interpreti), Rush si avvale di una solida regia che, nonostante qualche lieve passo falso (un eccessivo uso del ralenti e una caratterizzazione estremamente stereotipa del popolo italiano), è capace di dosare la tensione e connotare in maniera intelligente i personaggi (quasi sempre ripresi in penombra proprio perché nessuno dei due è un modello completamente genuino da seguire). È interessante anche notare come l'intera pellicola tenda, saggiamente, a lasciare allo spettatore la scelta di schierarsi con chi meglio crede, lavorando in maniera imparziale per tutti i minuti.

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