Vincent Downs (Jamie Foxx), tenente sotto copertura della polizia di Las Vegas, si ritrova accidentalmente coinvolto nella sparizione di una partita di droga che attira contro di lui l’ira di due boss criminali. Uno di questi, Stan Rubino (Dermot Mulroney), fa rapire il figlio quattordicenne di Vincent (Octavius J. Johnson), promettendo di liberarlo solo dopo la restituzione della cocaina. L'uomo inizierà così una corsa contro il tempo per salvarlo.

Operazione alimentare e a dir poco convenzionale, prevedibile dall’inizio alla fine e sceneggiata, oltre che diretta, con la mano sinistra. L’andamento narrativo ricalca le dinamiche straviste di una qualsiasi pellicola di quart’ordine destinata al solo mercato home video. Protagonista, un Jamie Foxx in permesso premio nei panni del tenente giustiziere del titolo e alle prese con un personaggio bidimensionale e caricaturale. La pattuglia di comprimari è altrettanto rozza e approssimativa, fatta eccezione probabilmente per il solo ruolo femminile di Michelle Monaghan, un’investigatrice degli Affari Interni che avrebbe comunque meritato ben più spazio e una cornice del tutto diversa a supporto. Remake di un film francese non troppo precedente presentato a suo tempo al Toronto Film Festival, Nuit Blanche (2011), Sleepless – Il giustiziere arranca dall’inizio alla fine alla ricerca di una quadratura comunque sfiatata, tra derive grossolane e passaggi malamente abbozzati. Las Vegas è un fondale statico e superfluo (si suggerisce agli autori di rivedere il lavoro fatto da Michael Mann con Los Angeles in Heat – La sfida, 1995, scomodato a sproposito come fonte d’ispirazione urbana), per non parlare del finale pasticciato e in caduta libera, dove il buon senso degli sceneggiatori pare abdicare ulteriormente. Da evitare.

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Dal 2 febbraio 2017

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