La locandina del film "Split"

L’adolescente Casey (Anya Taylor-Joy) viene rapita insieme a due sue amiche da un misterioso individuo di nome Kevin (James McAvoy). Il loro carnefice, però, non è un semplice rapitore in cerca di soldi per il riscatto: l’uomo soffre infatti di un grave disturbo e dentro di lui convivono oltre 20 personalità differenti.

Dopo un lungo periodo caratterizzato da imbarazzanti flop (L’ultimo dominatore dell’aria o After Earth) e film mediocri (Lady in the Water), il regista M. Night Shyamalan torna finalmente ai fasti della prima parte della sua carriera con un thriller avvincente e di spiccato interesse. Le dinamiche introduttive sembrano banali, ma è il personaggio di James McAvoy la carta originale e ben giocata di un lungometraggio capace di tenere alta la tensione lungo tutta la durata e di regalare alcuni colpi di scena ben assestati (il classico plot twist finale del regista anche qui non può mancare). Nella casa dove vengono rinchiuse le ragazze convivono due battaglie differenti: quella delle giovani per provare a liberarsi e quella di Kevin all’interno della sua mente, dove le innumerevoli personalità cercano di prendere il sopravvento sulle altre. Shyamalan gioca con lo spettatore, lo mette nella posizione delle vittime che ogni volta non sanno chi si troveranno davanti e provano a sfruttare il disturbo di Kevin a loro vantaggio: il coinvolgimento, così, è ai massimi livelli, nonostante il regista e sceneggiatore nato in India usi qualche furbizia di troppo nella costruzione drammaturgica del suo lavoro. Grande prova di un James McAvoy chiamato davvero agli straordinari.

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