La locandina del film "Sussurri e grida"

Sussurri e grida

Viskningar och rop

GENERE:

Drammatico

NAZIONE:

Svezia

Anno:

1972

Durata:

91 min

Formato:

col

Una scena di "Sussurri e grida"

Agnese (Harriet Andersson) è gravemente malata e passa i suoi ultimi momenti di vita all'interno di una lussuosa villa nella periferia di Stoccolma, circondata dalle due sorelle, Karin (Ingrid Thulin) e Maria (Liv Ullmann) e dalla badante (Kari Sylwan). La sua morte rivelerà un mondo di risentimenti e dolori ormai impossibili da risanare.

Una delle opere più dolorose del grande regista svedese. Tra sussurri e grida, tra silenzio e parola, non c'è più alcuna differenza: il tempo ha perso di senso, gli istanti si succedono nel ricettacolo di un mondo ormai privo d'anima. La superba fotografia di Sven Nykvist immerge il quartetto di donne all'interno di un rosso che si fa via via sempre più soffocante, alla ricerca di un'asfissia cromatico-emotiva con pochi precedenti. Ingmar Bergman non racconta semplicemente queste donne, ma scava, scandaglia, perlustra anima e psiche, alla ricerca disperata del sentimento più puro. Non teme oscenità morali e, inseguendo l'amore, trova invece il gelo dell'occhio e del cuore. Il mondo raccontato dal regista è quello sclerotizzato popolato di menzogne e crudeltà, dove il contatto fisico risulta ripugnante, dove il dialogo è sempre monologo, dove l'altro è divenuto la minaccia più grande. Con un'unica, toccante eccezione: il personaggio di Anna, l'umile badante, ultimo avamposto di un'humanitas ormai rimossa.

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