La locandina del film "La tomba delle lucciole"

La tomba delle lucciole

Hotaru no haka

NAZIONE:

Giappone

Anno:

1988

Durata:

89 min

Formato:

col

REGISTI:

Isao Takahata

Una scena di "La tomba delle lucciole"

Kobe, 1945. Seita e la sorellina Setsuko perdono la madre durante i bombardamenti, mentre il padre arruolato in marina è lontano, forse disperso. Senza soldi e senza una casa, Seita farà di tutto per cercare di prendersi cura della sorella, ma l'orrore della guerra è destinato a trionfare.

Dalla delicata mano di Isao Takahata, uno dei racconti più dolorosi e struggenti dell'intera storia del cinema d'animazione (e, forse, non solo). La tomba delle lucciole, che si apre con la morte del protagonista e si svolge come un lungo flashback, non fa sconti nel rappresentare la sofferenza della popolazione civile durante e dopo la guerra: ai bombardamenti segue la fame, mostro spietato e implacabile, che riesce a spegnere con la sua forza maligna anche il sorriso più vitale e puro, quello dei bambini. Impossibile non piangere calde lacrime per il destino dei due fratellini che diventa metafora del cammino, spesso impervio e insensato, dell'umanità. Raramente la barbarie della guerra tra uomini è stata ritratta in modo più commovente. Il titolo fa riferimento a una delle sequenze più belle e toccanti in assoluto: il funerale della piccola Setsuko illuminato da uno sciame di lucciole. La cornice nella stazione di Kobe, dove Seita si spegne tra l'indifferenza dei passanti, è di rara potenza emotiva. In Italia si è fatto conoscere per tanti anni come Una tomba per le lucciole, fino a quando è tornato in sala nel novembre del 2015 per qualche giorno con il nuovo titolo, più fedele all’originale.

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