La locandina del film "Trappola di cristallo"
Una scena di "Trappola di cristallo"

Il poliziotto newyorkese John McClane (Bruce Willis) giunge a Los Angeles per festeggiare il natale con la famiglia, nonostante una profonda crisi coniugale. Raggiunta la moglie (Bonnie Bedelia) nel grattacielo dove lavora, l'esclusivo Nakatomi Building, McClane si trova a dover tenere a bada un manipolo di terroristi della Germania Est, capitanato dallo spietato Hans Gruber (Alan Rickman).

Esperto in cinema mainstream adrenalinico e appassionante, John McTiernan, al suo terzo lungometraggio, ha lanciato il muscolare Bruce Willis come invincibile icona dell'action movie a stelle e strisce degli anni '80, realizzando un rutilante intrattenimento in cui tensione e ironia si rincorrono senza sosta e trovano un connubio perfetto nelle situazioni di pericolo più estremo. Il tono scanzonato, supportato da un notevole mestiere dietro la machina da presa, consente così di mettere in scena acrobazie di smaccata inverosimiglianza senza che risultino mai fuori luogo. Uno dei capostipiti dei film d'azione che non lascia mai respiro allo spettatore, continuamente incalzato tra inseguimenti, esplosioni, sparatorie e last minute rescues mozzafiato. Accanto a Willis, che da poliziotto lindo e ripulito si trova ridotto a un erculeo sopravvissuto in canotta divenuta cult, c'è un mefistofelico Alan Rickman, raffinato villain dalla cultura classica e dagli abiti di taglio sartoriale. Confezione impeccabile (fotografia di Jan de Bont, musiche di Michael Kamen), sapiente uso degli spazi, ritmo indiavolato e sequenze d'azione coreografate come uno spettacolo pirotecnico no-stop. Memorabile resa dei conti finale. Il poliziotto amico di McClane è Reginald VelJohnson, il padre della serie Otto sotto un tetto. Innumerevoli seguiti e spin-off, ovviamente inferiori al modello originale. Quattro nomination ai premi Oscar (sonoro, montaggio, montaggio sonoro, effetti speciali).

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