La locandina del film "L'ultima tentazione di Cristo"

L'ultima tentazione di Cristo

The Last Temptation of Christ

Una scena di "L'ultima tentazione di Cristo"

Dall'omonimo libro del greco Nikos Kazantzakis, la vita di Gesù Cristo (Willem Dafoe) viene riletta ponendo l'accento sul conflitto tra la natura divina e quella umana e sulla tentazione di sfuggire al proprio destino di Messia per condurre una vita normale.

Il film più controverso e travagliato della carriera di Scorsese: sognato per anni, avviato nel 1983 e bloccato dalle feroci contestazioni di associazioni religiose contro la presunta blasfemia del romanzo, ripreso dopo un lustro e portato fuori concorso alla 45° Mostra di Venezia, dove fu sommerso da enormi polemiche mai sopite (il film fu vietato in diversi paesi). L'opera presenta un Cristo fortemente scosso dai dubbi e dal desiderio di respingere la sua essenza di Figlio di Dio, con un particolare risalto al rapporto con Giuda (Harvey Keitel), amico fedele che tradirà solo affinché si compia la volontà divina, e Maria di Magdala (Barbara Hershey), diventata prostituta perché da lui rifiutata. Chi è inorridito di fronte a questo ritratto anticonformista o ai rapporti carnali tra Gesù e la Maddalena immaginati nella “vita alternativa” prima della morte in croce non ha evidentemente compreso quanto il film sia invece profondamente cristiano e costituisca il traguardo inevitabile di un autore costantemente influenzato dalla sua educazione cattolica. Stilisticamente, Scorsese dà vita a un film denso e corporale (ma allo stesso tempo, psicologico), trasformando la sceneggiatura molto parlata del sodale Paul Schrader in immagini suggestive: il suo è un cinema iconico e sovvertitore, tanto da finire con la “distruzione” della pellicola stessa. La scelta pasoliniana dell'ambientazione (in Marocco) e la straniante colonna sonora World music di Peter Gabriel contribuiscono a rendere il film un oggetto straordinariamente potente e affascinante.

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