La locandina del film "L'uomo che sussurrava ai cavalli"

L'uomo che sussurrava ai cavalli

The Horse Whisperer

Una scena di "L'uomo che sussurrava ai cavalli"

La dodicenne Grace (Scarlett Johansson) ha un gravissimo incidente a cavallo. La madre (Kristin Scott Thomas) si rifiuta di far abbattere l'animale e per salvare la figlia dalla depressione porta entrambi nel ranch in Montana di Tom Booker (Robert Redford), definito un “sussurratore”, che restituisce la voglia di vivere a Grace.

Fluviale trasposizione del best seller omonimo di Nicholas Evans, L'uomo che sussurrava ai cavalli è un melodramma di impianto tradizionale (non manca anche la storia d'amore tra la newyorkese in carriera Scott Thomas e il fascinoso e maturo ranchero Redford), che snocciola una serie di temi cari al regista: l'adolescenza da recuperare alla vita, la natura incontaminata, la contrapposizione tra autenticità della vita rurale e tossicità di quella cittadina. Nei ritmi distesi della narrazione, a emergere e farsi ricordare è soprattutto la bellezza dei paesaggi, fotografata da Robert Richardson, con grande uso di campi lunghi e grandangoli in cui l'uomo appare armonicamente restituito alla sua giusta misura rispetto all'ambiente che lo circonda. Godibile ma presuntuosetto e (a dir poco) prolisso, il film lanciò definitivamente la carriera di Scarlett Johansson, all'epoca non ancora quattordicenne. Sceneggiatura di Eric Roth e Richard LaGravenese.

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