La locandina del film "La vedova Winchester"

La vedova Winchester

Winchester

Sarah Winchester (Helen Mirren), ereditiera della rinomata industria delle armi Winchester, è convinta di essere perseguitata dalle anime uccise dai fucili dell’azienda della sua famiglia. Quando il marito e il figlio vengono a mancare, la donna si dedica giorno e notte, senza alcuna sosta, alla costruzione di una magione che tenga a bada gli spiriti …

Gli infaticabili fratelli Spierig, registi di Predestination (2014) e di Saw: Legacy (2017), sempre più prolifici nell’industria horror contemporanea, si cimentano stavolta con una storia gotica ricamata intorno a una donna realmente esistita, che ha visto crescere intorno a sé un quantitativo impressionante di suggestioni spiritiche e leggende soprannaturali (siamo nella San Francisco della fine del Novecento e la vera Sarah Winchester visse fino al 1922). La materia di partenza è fascinosa e amplificata da un gran numero di ossessioni titaniche: su tutte, le armi da fuoco come massimo esempio di dannazione, ma anche la sontuosa dimora da edificare con le proprie mani che è, a tutti gli effetti, il correlativo diretto di una mitologia dell’oltretomba da creare anche nell’immaginario, da erigere di sana pianta (la Winchester Mansion è una delle case infestate dai fantasmi più famose al mondo e si trova a San José, in California). I registi però provvedono a gettare (quasi) tutto alle ortiche attraverso una messa in scena sciatta e grossolana, che sintetizza il peggio della mediocrità imputabile a un horror blando e di cassetta. La vedova Winchester è pensato con approssimazione dal punto di vista visivo e sceneggiato ancor peggio, è sfilacciato e mai avvincente sul versante della tensione, poco ispirato negli echi soprannaturali e, come se non bastasse, si limita a ricorrere a dei telefonati jump scare per portare a casa il minimo sindacale degli spaventi d’ordinanza. Si salvano una discreta, opaca cura nella ricostruzione d’epoca e l’interpretazione di Helen Mirren, attrice di livello fin troppo alto per un’operazione del genere. Jason Clarke è lo psichiatra Eric Place.

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