Shorta
Shorta
2020
Paese
Danimarca
Genere
Azione
Durata
108 min.
Formato
Colore
Registi
Frederik Louis Hviid
Anders Ølholm
Attori
Jacob Lohmann
Simon Sears
Tarek Zayat
In seguito alla morte del detenuto diciannovenne Talib, gli agenti Jens (Simon Sears) e Mike (Jakob Lohmann) vengono accoppiati per prestare servizio nel day after, con altissimo rischio di proteste e rappresaglie. Un’auto sospetta li porta nel quartiere-ghetto di Svalegården, dove i controlli di routine si trasformano in uno scontro armato in campo nemico.

Frederik Louis Hviid e Anders Ølholm esordiscono alla regia realizzando un action adrenalinico e denso di riflessioni sulle tensioni legate a discriminazioni sociali ed etniche. L’uscita dell’auto di pattuglia dalla centrale è l’inizio di una guerra priva di un nemico da combattere. Mike cerca lo scontro, cerca un bersaglio, ma è proprio nel territorio ostile di Svalegården che finisce per essere fagocitato dal confitto. A scendere in campo non sono tanto i giovani del quartiere e la polizia, unica rappresentazione tangibile del popolo danese, bensì i protagonisti e il loro punto di vista. La prima sequenza del film mostra due grandi pupille disegnate da una bambina sul cemento: le prospettive antitetiche di Jens e Mike entrano continuamente in collisione, fino a un’inversione palindromica ardita ma narrativamente coerente. Dopo aver perso fisicamente la vista, Mike ritrova la luce conoscendo la famiglia del giovane Amos, mentre Jens inizia a vacillare proprio nel momento in cui perde la fede nuziale che lo lega alla moglie. Il destino verso cui vanno incontro i due agenti riporta il focus sulla possibilità concreta di cambiare, di aprire gli occhi. Tuttavia, è impossibile non tornare con la memoria al recente lavoro di Ladj Ly ne I miserabili: se lo sguardo cinematografico dei due registi resta più vicino agli Stati Uniti, è altrettanto vero che il rischio è proporre qualcosa di già visto.
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