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Body is Reality: il ritorno di David Cronenberg tra futuro e mutazione

«Because of our necessity to impose our own structure of perception on things, we look on ourselves as being relatively stable. But, in fact, when I look at a person, I see this maelstrom of organic, chemical and electron chaos; volatility and instability, shimmering; and the ability to change and transform and transmute



Era il 1970 quando un giovane regista realizzò un progetto su un futuro devastato da una misteriosa epidemia: sterminio di tutte le donne in età fertile, indagini di uno scienziato a capo di una clinica dermatologica, organizzazione di una nuova era. Si trattava di Crimes of the Future, quarto film di David Cronenberg dopo i corti Transfer (1966) e From the Drain (1967) e il lungometraggio Stereo (1969). 52 anni sono passati e alcune cose, per fortuna, non cambiano: la nuova opera di Cronenberg, vero e proprio evento cinematografico, sta per essere presentata all'edizione numero 75 del Festival di Cannes. Titolo..? Crimes of the Future (no, non è un remake. Sarebbe troppo semplice).



La sinossi ufficiale così recita: Quando la specie umana si adatta a un ambiente sintetico, il corpo subisce nuove trasformazioni e mutazioni. Con la sua compagna Caprice, l'artista Saul Tenser mostra pubblicamente la metamorfosi dei suoi organi in spettacoli d'avanguardia. Timlin, investigatore del National Organ Registry, segue ossessivamente i loro movimenti, quando viene rivelato un gruppo misterioso. La loro missione: usare la notorietà di Saul per far luce sulla prossima fase dell'evoluzione umana.



Il corpo che subisce mutazioni, la metamorfosi come spettacolo e installazione artistica
: c'è di che gioire, quindi, in quanto pare cristallino un ritorno alle origini, a quel body horror di cui Cronenberg, in veste d'essai e autoriale, è da sempre considerato pioniere, anche in modo forzato. Profeta della nuova carne, una definizione senza dubbio di grande effetto, ma che risulta semplicistica, riduttiva, sminuente. Cronenberg, classe 1943 e aspirazioni da romanziere, si fa effettivamente conoscere come autore carnale, ma il corpo non è mai in alcun modo scisso dalla mente; e le varie contaminazioni organiche vanno a relazionarsi con la perenne ricerca di una identità da parte dei personaggi cronenberghiani, sia essa esistenziale, sociale, sessuale.



Così, la filmografia di David Cronenberg sembra in qualche modo essere spia di una metabolizzazione dei tempi. Esordi distopici e orrorifici, la carne (e le sue derive) in primo piano, il corpo piegato e martoriato e mutato, si pensi a Rabid, The Brood, Scanners. Il vertice, in ogni senso contemplabile, arriva nel 1986 con La mosca, in cui la presenza fisica dei corpi vive ossessivamente in ambienti cupi contrassegnati dalla presenza di congegni metallici e calcolatori informatici all'avanguardia per l'epoca, in una messa in scena rigorosa che passa in rassegna carne, violenza, sessualità deviata, paura del contagio e contaminazione come elemento primario della degenerazione umana. Poi, una pausa. Una pausa dall'orrore sfacciato e analizzato in ogni sua forma, per passare all'interiorità, a come il dentro può mutare il fuori, il paesaggio umano circostante; ecco Inseparabili, Il pasto nudo (adattamento di un romanzo inadattabile, ma tant'è, Burroughs è stato ispirazione primaria per l'ingresso nel mondo dell'arte di Cronenberg), lo splendido M. Butterfly.



La cesura con Crash e poi la fine del millennio, con tutto il suo carico di paure a causa di una tecnologia sempre più incontrollata e di un futuro nebuloso (timori assolutamente fondati, dal momento che il 2001 avrebbe cambiato tutto): e Cronenberg scrive il primo soggetto originale dai tempi di Videodrome. eXistenZ sceglie i videogiochi, e nella fattispecie le simulazioni virtuali, come nuovi nemici della carne da sconfiggere. Il mondo creato dalla game designer Allegra Geller è una degenerazione delle biotecnologie, a partire dal suo inquietante modo di utilizzo: un ‘pad' organico che si connette direttamente con la spina dorsale. Più che indagare dove andremo a finire, il regista delinea, tra le righe, un quadro netto e spaventoso del presente in cui siamo già inesorabilmente immersi. La società terrorizza, la carne (contaminata alla macchina) torna in primo piano per veicolare patologie collettive aberranti.



Si torna poi alla psiche (mai scissa dal corpo, sia chiaro) come elemento primario, e agli adattamenti, con Spider, A History of Violence, Cosmopolis, Maps to the Stars. Pausa. E ora, in un momento di crisi feroce, in un mondo sospeso tra guerre, pandemie e paralizzante incertezza, Cronenberg continua a delineare la sua particolarissima costellazione filmica con un soggetto originale che sembra guardare agli esordi della sua carriera. Le immagini dei trailer, teaser e full, sono ipnotiche e suggeriscono un consapevole e roboante pastiche autoreferenziale tra capsule rigeneranti, crescita di nuovi organi e tubi che penetrano la carne in una oscena e coerentissima copula ibrida (si pensi al pad organico di eXistenZ direttamente connesso alla spina dorsale, a sua volta ispirato al Crash letterario di Ballard non a caso prontamente adattato).



It is time to stop seeing

It is time to stop speaking
It is time to listen
Are you in discomfort..?

Sara Barbieri

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