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Noir in Festival 2021, i vincitori della 30esima edizione. Premio Caligari a Favolacce
Con la serata di premiazione si conclude la 30a edizione del Noir in Festival, che prosegue nella giornata del 13 marzo con i film e gli incontri a disposizione su MYmovies, e che per la prima volta ha portato online il meglio del genere, dal cinema alla letteratura passando per le serie TV.

Durante la serata conclusiva, trasmessa in diretta su MYmovies dagli studi Gedi Visual, la giuria cinema, presieduta da Carlo Degli Esposti (produttore) insieme all’attrice Camilla Filippi e al regista Gianluca Maria Tavarelli, ha assegnato il Black Panther Award del 30a Noir in Festival a KØD & BLOD (WILDLAND), opera prima della regista danese Jeanette Nordahl, con la seguente motivazione: “Per aver saputo raccontare la scelta di un’adolescente che abbraccia una famiglia maledetta pur di sentirsi parte di un gruppo, con una regia capace che sceglie consapevolmente di rallentare la narrazione permettendo allo spettatore di scendere negli inferi al fianco della protagonista.”

La menzione speciale del Black Panther Award è andata invece a NO MATARÁS (NON UCCIDERE) di David Victori, con la seguente motivazione: “Un incubo notturno visionario, intricato e avvincente, di forte impatto. Un racconto moderno che ci pone dinanzi alla paura di vedere sfumare una dopo l’altra ogni speranza di salvezza e redenzione.”

La giuria popolare del Premio Caligari, promosso insieme a IULM, composta da 90 tra studenti universitari e appassionati di cinema e guidata da Claudio Giovannesi, ha assegnato il Premio Caligari 2020 a FAVOLACCE dei fratelli D’Innocenzo.

Un Premio Speciale Claudio Caligari 2020 è stato invece consegnato nel corso di un incontro pomeridiano disponibile su Facebook e YouTube ad Andrea Paris, Matteo Rovere e Sydney Sibilia di Ascent Film e Groenlandia per la creatività produttiva a cavallo tra i generi dello spettacolo popolare nel cinema italiano di oggi.

Kurosawa Kiyoshi e Brian Yuzna hanno ricevuto rispettivamente l’Honorary Award 2020 per l’insieme dell’opera e il Premio Luca Svizzeretto 2020, intitolato a un giornalista, amico e collaboratore del Festival scomparso nel 2016, che premia ogni anno un personaggio anticonvenzionale del cinema di genere.

Nel corso della cerimonia di premiazione, sono stati consegnati anche i prestigiosi premi letterari del festival.

A John Banville è andato il Raymond Chandler Award alla carriera, attribuito dal Noir in Festival a un maestro riconosciuto del genere. Questa la motivazione: “Perché, coniugando grande estro, uno stile impeccabile e un’implacabile precisione, una geniale invenzione linguistica e una tormentata chiarezza morale, John Banville abbraccia nei suoi poliedrici romanzi i grandi temi della nostra epoca – la scienza, l’incubo della guerra, lo scontro epocale di civiltà e di religione – intrecciandoli alle sempre affascinanti passioni umane.”

L’autore, che ha ricevuto  numerosi riconoscimenti internazionali, è stato il protagonista di un’intervista esclusiva per il Noir in Festival realizzata da Adrian Wootton (CEO di Film London) e visibile sui canali Facebook e YouTube del festival. John Banville tornerà in libreria a inizio aprile con Delitto d’inverno, pubblicato da Guanda come tutta  la sua opera.

Tullio Avoledo ha conquistato il Premio Giorgio Scerbanenco 2020 per Nero come la notte (Marsilio). La Giuria letteraria, composta da Cecilia Scerbanenco (Presidente), Alessandra Calanchi, Alessandra Tedesco, Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Sergio Pent, Ranieri Polese, Sebastiano Triulzi e John Vignola, ha assegnato il premio con la seguente motivazione: “Per essere riuscito a costruire, attraverso l’ibridazione tra noir e distopia, una storia che racconta con realismo politico il paesaggio post industriale del Nord Est, affrontando i temi dell’immigrazione, della clandestinità e dell’emarginazione,  grazie a una scrittura che richiama felicemente la tradizione dell’hardboiled.”

A Psychokiller (SEM) di Paolo Roversi è andato infine il Premio del Pubblico, assegnato dal Noir in Festival al romanzo partecipante al Premio Giorgio Scerbanenco 2020 che ha ottenuto più voti dei lettori.

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