Funan
Funan
2018
Paesi
Francia, Belgio, Lussemburgo, Cambogia
Generi
Drammatico, Animazione
Durata
84 min.
Formato
Colore
Regista
Denis Do

Phnom Penh, 1975. La follia degli khmer rossi fa piombare la Cambogia nell’orrore e la popolazione viene deportata nei campi di prigionia. Tra questi ci sono Chou e Khon, una coppia che non perde la speranza di poter ritrovare il figlio di quattro anni, disperso durante la fuga.

Sorprendente opera prima di Denis Do, regista francese d’origine cambogiana, che si è ispirato alla storia di sua madre per mettere in scena questo potente esordio. Con un’operazione simile a quella che aveva realizzato il cambogiano Rithy Panh con L’immagine mancante del 2013, Do sceglie l’animazione per raccontare il genocidio operato dal regime di Pol Pot dal 1975 al 1979. Ne viene fuori un film estremamente drammatico, dal tratto visivo molto semplice ma funzionale, che segue il percorso di un uomo e una donna all’interno di orrori di ogni sorta. Denis Do guarda alla lezione del cinema giapponese (può venire in mente il magnifico La tomba delle lucciole di Isao Takahata) e, seppur senza riuscire a raggiungere i livelli dello Studio Ghibli, il suo film riesce a emozionare e toccare corde profonde, anche grazie ad alcune immagini di notevole bellezza artistica. Il coinvolgimento cresce col passare dei minuti e il finale è la degna conclusione di un’opera prima d’animazione di quelle che non si vedono tutti i giorni. Premiato al Festival di Annecy, il film è doppiato da due attori d’eccezione: Louis Garrel e Bérénice Bejo, che prestano le voci ai due personaggi principali.  

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