Storia dell'ultimo crisantemo
Zangiku monogatari
1939
Paese
Giappone
Genere
Drammatico
Durata
142 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
Kenji Mizoguchi
Attori
Shōtarō Hanayagi
Kokichi Takada
Gonjurō Kawarazaki
Kakuko Mori
Tokusaburo Arashi
Yōko Umemura
Tokyo 1885, epoca Meiji. Kikunosuke (Shōtarō Hanayagi) è il figlio adottivo e discepolo designato di un grande attore di teatro kabuki. Il suo talento, però, è piuttosto scarso ma l'unica che ha il coraggio di farglielo presente è una giovane domestica (Kakuko Mori), di cui Kikunosuke s'innamorerà. Tratto da un romanzo di Shōfu Muramatsu e dal relativo adattamento teatrale di Iwaya San'ichi. È probabilmente il lungometraggio più complesso e sfaccettato che Kenji Mizoguchi abbia realizzato negli anni Trenta. Arte e vita, teatro e realtà, rappresentazione e sentimenti autentici: opposti che si attraggono arrivando a mescolarsi in una pellicola in cui il mondo del kabuki è perfetto simbolo della società feudale dell'epoca. Il passaggio generazionale si trasforma in un peso da portare con sé per tutta la vita: Kikunosuke è discendente di un grande attore e per questo motivo farà quello di mestiere, non può che essere così e non ci sono (forse) altre possibili strade. Ad aprirgli gli occhi è, non a caso, una ragazza di umili origini che, indubbiamente, rappresenta il personaggio a cui Mizoguchi tiene di più e che maggiormente ricorda le protagoniste femminili di alcuni suoi lavori precedenti, come Elegia di Osaka o Le sorelle di Gion, entrambi del 1936. Grazie anche a diversi ribaltamenti narrativi efficaci, il regista nipponico costruisce un film coinvolgente e valorizzato da alcune sequenze di impressionante bellezza: lo straziante finale, in primis. Un'opera importante, che annovera tra i suoi tanti pregi un cast davvero in stato di grazia.
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