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I 10 film più attesi di Venezia 79, da Luca Guadagnino a Paul Schrader
Ci siamo, l'edizione numero 79 della Mostra del Cinema di Venezia (31 agosto -10 settembre) sta per iniziare, e allora andiamo a scoprire i 10 titoli più attesi che fanno parte della selezione ufficiale. Per la giuria, presieduta da Julianne Moore, sarà un'impresa decisamente ardua scegliere il film a cui assegnare il prestigioso Leone d'oro.

10) MASTER GARDENER


Dopo i notevolissimi First Reformed (2017) e Il collezionista di carte (2021), entrambi in corsa per il Leone d'oro, Paul Schrader torna a Venezia, questa volta fuori concorso, con un nuovo film che sembra riprendere i temi abituali del suo cinema, tra solitudine, oscuro passato che riaffiora, colpa e redenzione, in un racconto incentrato sulla parabola autodistruttiva di un antieroe. Protagonista Joel Edgerton, un meticoloso orticoltore che vede la sua quotidianità sconvolta dall'arrivo di una giovane apprendista. Nel cast anche Sigourney Weaver.

9) THE BANSHEES OF INISHERIN


A cinque anni dal successo di critica e pubblico ottenuto con Tre manifesti a Ebbing, Missouri, il regista e sceneggiatore britannico di origini irlandesi Martin McDonagh torna al Lido con una commedia drammatica sul rapporto conflittuale tra due amici di vecchia data, che vedono il loro rapporto interrompersi bruscamente. Protagonisti Colin Farrell e Brendan Gleeson, di nuovo insieme quattordici anni dopo In Bruges, sempre diretto da McDonagh. In concorso.

8) IL SIGNORE DELLE FORMICHE


Leone d'oro nel 1998 per Così ridevano, Gianni Amelio arriva quest'anno a Venezia con un ambizioso racconto incentrato sulla figura del partigiano antifascista, scrittore, poeta e drammaturgo Aldo Braibanti e sul processo che lo ha visto protagonista alla degli anni '60 per aver sottomesso alla sua volontà, in senso fisico e psicologico, un suo studente e amico più giovane. Tanti i temi scottanti al centro di un film di sicura tensione emotiva, con protagonista un Luigi Lo Cascio che già si candida per la Coppa Volpi. Il titolo italiano di punta del concorso.

7) WHITE NOISE


Adam Driver e Greta Gerwig
sono i protagonisti di questa black comedy horror tratta dall'omonimo romanzo del 1985 di Don DeLillo. Già questi ingredienti basterebbero per rendere il film, scelto come apertura della Mostra, uno dei più attesi del concorso, se poi aggiungiamo che la regia è di Noah Baumbach il gioco è fatto.

6) ALL THE BEAUTY AND THE BLOODSHED


Oscar al miglior documentario per Citizenfour (2014), la regista e produttrice bostoniana Laura Poitras è in concorso con un attesissimo doc che esplora la figura della fotografa Nan Goldin (Washington, 12 settembre 1953), una delle artiste più influenti e importanti del panorama contemporaneo. I suoi straordinari scatti sono una testimonianza chiave dell'evoluzione della cultura underground americana, in particolare del mondo LGBT, della sessualità, della trasgressione, del desiderio di libertà, dell'alienazione e di quel senso di tragedia che si respirava negli anni '80 a causa dello spettro dell'AIDS, a favore di una identificazione completa tra arte e vita. 

5) UN COUPLE


Esordio nel cinema di finzione per il maestro del documentario Frederick Wiseman
, classe 1930, il quale ha realizzato questo "piccolo" film della durata di 64 minuti durante la pandemia, quando è rimasto in isolamento nella campagna intorno a Parigi. Uno sfondo bucolico per un intimo dramma sulla corrispondenza tra Lev Tolstoj e la moglie Sof'ja. Un autentico evento cinematografico, presentato in concorso.

4) BLONDE


Glamour alle stelle per il nuovo film di Andrew Dominik, che si concentra sulla vita di Marilyn Monroe esplorando gioie e dolori di un mito senza tempo. Un biopic dal taglio sicuramente personale e di straordinario impatto emotivo, almeno stando a quanto emerso dalle prime, magnifiche immagini del trailer, che si candida a essere uno dei film dell'anno. Star assoluta Ana de Armas, che qui ha la chance di entrare in maniera definitiva nell'Olimpo di Hollywood. Basato sull'omonimo romanzo del 1999 di Joyce Carol Oates

3) THE WHALE


Un professore affetto da una grave forma di obesità cerca di riallacciare i rapporti con la figlia diciassettenne dopo aver abbandonato la propria famiglia per l'amore di un altro uomo. Sofferenza e senso di colpa non sembrano dargli tregua. Tratto dall'omonima pièce del drammaturgo Samuel D. Hunter, anche sceneggiatore del film, il progetto di Darren Aronofsky, presentato in concorso, esplora le potenzialità del teatro filmato e prosegue la ricerca sul corpo tipica del regista newyorkese. Con Brendan Fraser impegnato in un ruolo che vale un'intera carriera.

2) BARDO, FALSA CRÓNICA DE UNAS CUANTAS VERDADES


Alejandro González Iñárritu
torna nel suo Paese natale, il Messico, a più di vent'anni dal suo folgorante film d'esordio Amores perros (2000), con un progetto monumentale che sembra voler essere una tappa cruciale nella sua carriera artistica. Un viaggio nella memoria di quasi tre ore incentrato sulla storia di un famoso giornalista e documentarista messicano che torna a casa e si mette al lavoro scosso da una crisi esistenziale che riguarda la sua identità, le relazioni familiari, la follia dei suoi ricordi e il passato del suo paese. Probabilmente, il film più epico e sentito di Iñárritu. Fotografia in 65mm di Darius Khondji. Uno dei titoli più quotati del concorso.

1) BONES AND ALL


Ogni nuovo progetto firmato Luca Guadagnino acquisisce ormai lo status di "evento cinematografico", per la capacità del regista palermitano di stupire con operazioni personali e di enorme appeal. Dopo i magnifici Chiamami col tuo nome (2017) e Suspiria (2018), senza dimenticare il mediometraggio The Staggering Girl (2019), la miniserie TV We Are Who We Are (2020) e il doc Salvatore - Il calzolaio dei sogni (2021), Guadagnino torna alla regia con un coming-of-age romantic horror basato sull'omonimo romanzo di Camille DeAngelis, con Timothée Chalamet, Taylor Russell, Mark Rylance, Michael Stuhlbarg, André Holland, Jessica Harper e Chloë Sevigny. Colonna sonora di Trent Reznor e Atticus Ross. L'autore più internazionale che l'Italia possa vantare dai tempi di Bernardo Bertolucci, non a caso suo imprescindibile modello e maestro, ha tutte le carte in regola per scuotere e infiammare la giuria veneziana.
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