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Milano Film Festival, giorno 8 – Il via alla proiezione dei film in realtà virtuale

Giovedì 5 ottobre il Milano Film Festival dà il via al programma Ultrareal World per quattro giorni all’insegna della realtà virtuale. La prima sala italiana a 360 gradi, che verrà inaugurata alle ore 19 nell’area C dello Spazio BASE, mette a disposizione 20 postazioni ognuna delle quali dotata di un visore che permette l’interattività della fruizione combinata a un maxi schermo in proiezione frontale.

La sezione VR è divisa in 3 programmi che articolano le giornate conclusive del Festival per un totale di undici film girati con la tecnica 360 gradi per una visione collettiva delle produzioni cinematografiche in soggettiva . L’iniziativa è stata promossa in collaborazione con Fastweb Digital Academy che ha sempre creduto nella potenzialità della realtà virtuale, tanto da avere sviluppato un’applicazione per smartphone che rende fruibili in alta definizione video girati all’interno dei velivoli della pattuglia acrobatica italiana.

Tra gli unidici film proposti ci sono anche Alteration di Jérome Blanquet, Bloodless di Gina Kim e I Saw the Future di Francois Vautier, titoli che sono passati nella sezione Virtual Reality della 74esima edizione del Festival di Venezia. L’interesse e la propensione per le produzioni di realtà virtuale che la kermesse lidense aveva già mostrato nel 2016 proiettando Jesus VR di David Hansen, è culminata nell’edizione 2017 con una sezione dedicata esclusivamente a questo genere di film.

Tra tutti spicca Bloodless della sudcoreana Gina Kim che al Festival di Venezia trionfa con il premio miglior storia VR. Nel suo documentario la regista ricostruisce l’omicidio di una prostituta per mano di un soldato americano avvenuto nel 1992 nel campo di Dongducheon in Corea del Sud. L’aspetto interessante di Bloodless, girato dove il crimine è stato effettivamente commesso, è che pone lo spettatore in un’inusuale posizione che non è né quella della vittima né quella di osservatore passivo. Infatti il pubblico virtuale accompagna la protagonista durante i suoi ultimi minuti di vita in un’esperienza che sfrutta l’interattività della virtual reality e ne sperimenta il potenziale empatico; intento che caratterizza l’approccio di Gina Kim alla regia 360 gradi, della quale mira a sfruttare tutte le possibilità altrimenti limitate nella narrazione voyeuristica dei film tradizionali, soprattutto nel raccontare storie come quella di Bloodless.

Dalle ore 20.30 in poi sarà dunque possibile approfittare di questa opportunità unica di vivere, più che vedere, tutti i film in programma.

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