La locandina del film "È arrivata la felicità"

È arrivata la felicità

Mr. Deeds Goes to Town

Una scena di "È arrivata la felicità"

Longfellow Deeds (Gary Cooper) vive un'esistenza tranquilla in una semplice cittadina del Vermont. La sua vita cambia quando gli viene annunciato di aver ottenuto una cospicua eredità da uno zio appena deceduto. Diventato uno degli uomini più ricchi d'America, Deeds si trasferisce a New York, ma nella “grande città” le cose risulteranno più complicate del previsto.

Vera e propria summa della poetica di Frank Capra, È arrivata la felicità è una commedia impegnata, capace di toccare corde drammatiche (la Grande Depressione in particolare) all'interno di una narrazione spesso leggera e capace di far sorridere con la giusta dose di ottimismo. Lo si può leggere, per alcuni versi, come un nuovo Accadde una notte, splendido lungometraggio di Capra del 1934, e come un'anticipazione di quel Mr. Smith va a Washington (1939) che tanto lo ricorderà, a partire da un titolo che non può che far pensare a uno stretto collegamento (in originale È arrivata la felicità si chiama Mr. Deeds Goes to Town). Capra fa dialogare gli opposti (il paesino e la metropoli, la povertà e la ricchezza, la sincerità e le menzogne) e trova come apice della sua riflessione il confronto tra normalità e pazzia, tra chi è sano e chi “eccentrico”, con una forte propensione per i secondi (tutti i personaggi, in qualche modo, sono pixilated, “picchiatelli”, come viene espresso nel corso della pellicola). Il film, magnificamente scandito dalla sceneggiatura di Robert Riskin, è infatti anche un grande elogio dell'ingenuità e di una genuinità che si fa ideologia patriottica e idealista. I guizzi drammaturgici e visivi sono continui e trovano il loro apice nella magnifica sequenza del tribunale: da studiare per capire come si possano giostrare al meglio una serie di registri differenti (dal drammatico al comico puro). Cast perfetto. Imprescindibile per capire il cinema di uno dei più importanti registi del cinema classico americano che, con questo film, ha vinto il secondo, sacrosanto, premio Oscar della sua carriera.

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