La locandina del film "Le miserie del signor Travet"

Il signor Travet (Carlo Campanini) è un funzionario frustrato da una vita priva di soddisfazioni: sua moglie (Vera Carmi) continua a rimproverarlo per i suoi fallimenti, mentre il suo capo (Luigi Pavese) non gli concede mai una promozione. Un giorno però, l'uomo troverà il coraggio di ribellarsi.

Tratto da un'opera teatrale di Vittorio Bersezio, Le miserie del signor Tavet è una commedia diretta da un Mario Soldati irremovibile rispetto alle sue coordinate espressive, che non rinuncia a maneggiare la materia contaminandola con tonalità tragiche e drammatiche. L'opera è lineare e dinamica, avvolgente e penetrante, Soldati dirige con fare esperto e dimostra di saper gestire al meglio il cast a disposizione (Carlo Campanini è qui per la prima volta protagonista, ma sembra non risentire di tale responsabilità). Nella seconda parte, tuttavia, vengono meno l'attrattiva e il brio, ma il regista mantiene uno sguardo d'insieme dalla notevole forza e generosità: la sua è una visione che non si sofferma su nessun aspetto particolare, nemmeno sulle frustrazioni evidenti e desumibili in maniera immediata dalla vicenda in sé e per sé, ma preferisce tenere aperte tutte le possibili letture e implicazioni, lavorando sull'accumulo senza far risultare il proprio film gravato o appesantito da ambizioni onnicomprensive. Una scelta che il più delle volte funziona, donando al film una complessità in grado di andare oltre la superficie. Nel cast compaiono anche Gino Cervi e Alberto Sordi. Viene ricordato per essere stato il primo lungometraggio in assoluto a venire trasmesso da Rai 3 il giorno della sua inaugurazione (il 3 Gennaio 1954).

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