La locandina del film "Pomodori verdi fritti alla fermata del treno"

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno

Fried Green Tomatoes

Una scena di "Pomodori verdi fritti alla fermata del treno"

In visita presso una casa di riposo, Evelyn (Kathy Bates), annoiata da una monotona vita matrimoniale, conosce Ninny (Jessica Tandy), un'anziana signora che inizia a confidarsi e a rievocare il passato: negli anni Trenta, due giovani e ambiziose donne, Idgie (Mary Stuart Masterson) e Ruth (Mary-Louise Parker), gestivano il Whistle Stop Cafè, tavola calda presso la stazione ferroviaria ormai in disuso presente a Whistle Stop. La specialità? Pomodori verdi fritti e tanta sana voglia di emancipazione.

L'esordio di Jon Avnet per il grande schermo è un'opera sicuramente imperfetta, in cui la commistione tra generi (dramma, commedia, giallo) non sempre calza spontaneamente al giusto fluire della narrazione; dalla sua, però, il film ha le ottime interpretazioni di un cast perfettamente assortito e capace di nascondere buona parte dei difetti insiti nella narrazione. I contenuti, inoltre, sono di prima importanza e vengono trattati dal neoregista con discreta cura: dall'intolleranza nella società benpensante alla diversità sessuale spesso solamente suggerita, Avnet trasmette passione per le tematiche messe in campo e riesce a coinvolgere (quasi sempre) nel modo giusto. Basato sul romanzo Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop di Fannie Flagg e sceneggiato dalla stessa con Carol Sobieski, il progetto iniziale era stato concepito come un musical, ma Avnet si oppose fermamente all'idea. Notevole l'impianto scenografico e la ricostruzione dell'America degli anni Trenta, anche grazie agli ottimi costumi di Elizabeth McBride. Musiche di Thomas Newman.

Nei cinema

In TV

In streaming