Il 18 ottobre, a Bergamo, Cosmorama Gallery debutterà con il suo primo progetto all’interno della sede fisica e permanente di via Ghislandi 2. Si tratta del primo progetto ospitato nella sede, ma non della prima esperienza realizzata da Cosmorama.
Partiamo dunque dall’inizio: circa due anni fa nasce l’idea di Cosmorama Gallery – Arte, Cinema, Teatro, un progetto che ho fondato e di cui curo la direzione creativa. Cosmorama nasce come spazio espositivo permanente con sede a Bergamo, con l’obiettivo di creare un dialogo e una contaminazione tra Arte, Cinema e Teatro.
La galleria vuole essere un luogo di incontro, confronto e sperimentazione, aperto tanto a collezionisti e appassionati quanto a un pubblico più ampio, curioso e desideroso di avvicinarsi a nuovi linguaggi.
L’ambizione di Cosmorama è superare i confini tradizionali tra le diverse discipline artistiche, favorendone il dialogo e la contaminazione e creando, attraverso questo incontro, nuove forme espressive.
Gli artisti di Cosmorama sono chiamati a reinventare e sperimentare il mondo del cinema attraverso la propria poetica e il proprio linguaggio: non più soltanto luce proiettata su uno schermo, ma Cinema a piene mani.
È proprio da questa idea che prende forma il progetto: un luogo in cui il cinema possa uscire dallo schermo, incontrare l’arte e il teatro e diventare materia, esperienza e spazio.
Il 18 ottobre inizierà la prima mostra dedicata a Marilyn:

In occasione del centenario della nascita di Marilyn Monroe, Bergamo ospita “Bye Bye Baby”, una mostra che invita a riscoprire la donna oltre il mito e l’immagine della Diva, esplorandone la personalità e la dimensione più intima. Sebbene solo indirettamente, l’evento offre anche un’occasione di riflessione sul divismo contemporaneo: un concetto ancora attuale? E, se sì, attraverso quali forme e quali nuovi linguaggi si manifesta oggi?
“Bye Bye Baby” nasce da un’idea di Davide Napolitano, già promotore di altri appuntamenti dedicati alla Diva, e dall’incontro con Marco Travali, fondatore di Cosmorama Gallery.
Da queste due visioni prende forma un progetto che sceglie di raccontare Marilyn attraverso linguaggi e prospettive differenti. Da una parte la ricca collezione di Napolitano, che comprende materiale cinematografico dell’epoca, fotografie originali di importanti autori quali Tom Kelley, Bert Stern e Lawrence Schiller, oltre ad alcuni oggetti legati all’attrice.
Dall’altra Cosmorama Gallery ha coinvolto gli artisti: Emil Artuso, Mirco Brizi, Simona Duci, GAC Ebanisteria, Max Gasparini, Jacopo Martinoni, Vorticerosa, Diego Zucchi invitandoli a realizzare artefatti appositamente concepiti per l’esposizione. Il risultato è un intreccio di linguaggi espressivi differenti: dalla fotografia alla pittura fino al cinema d’animazione. Quest’ultimo entra in dialogo con un’installazione video concepita ad hoc dagli studenti del Laboratorio di produzione audiovisiva AI, realizzata nell’ambito del progetto di didattica innovativa guidato dal professor Adriano D’Aloia, per l’insegnamento di Media audiovisivi e tecnologie immersive del corso di Laurea Magistrale in Comunicazione, informazione, editoria dell’Università degli Studi di Bergamo.
Significativo è stato anche il contributo di Paolo Aralla, titolare di Noise Lab, che ha messo a disposizione degli studenti gli strumenti dell’intelligenza artificiale, seguendoli come tutor.
I progetti video realizzati hanno creato un ponte generazionale tra l’immaginario della Diva del passato e la sua rilettura in chiave contemporanea. In questo contesto si inserisce anche il contributo di Cosmorama Gallery che, attraverso la propria supervisione artistica, ha fornito agli studenti gli orientamenti concettuali per la realizzazione dei soggetti video.
“Bye Bye Baby” è un percorso tra immagine, memoria, arte e nuove tecnologie, nel quale la figura di Marilyn Monroe diventa il punto di partenza per interrogarsi non soltanto sul mito di una delle icone più celebri del Novecento, ma anche sulla trasformazione dell’immagine della Diva e sulla sua capacità di continuare a generare nuovi immaginari.
Marco Travali
Nato nel 1970, dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera, intraprende un percorso professionale nel settore audiovisivo e della comunicazione, maturando una lunga esperienza come regista, direttore creativo e produttore.
Il ruolo in particolare di direttore creativo si intreccia con una pratica artistica personale, libera da appartenenze disciplinari e costruita nel tempo attraverso una costante contaminazione di codici.
Il suo lavoro nasce dall’osservazione della realtà e dalla sua trasformazione.
La quotidianità, il vissuto personale, la memoria, le fiabe e l’immaginario popolare diventano materia prima per costruire un universo sospeso tra reale e fantastico, nel quale il surreale convive con l’ironia, il sarcasmo e una componente volutamente straniante.
Il risultato è un universo a tratti ironico e sarcastico, nel quale realtà e immaginazione si incontrano e si trasformano reciprocamente.
La sua ricerca si avvale di codici espressivi e tecniche differenti, utilizzati con libertà: dal video all’animazione, dalla performance al collage, fino alla fotografia.
Linguaggi e strumenti diventano così elementi di una costruzione scenica più ampia, funzionale alle “messe in scena” che elaboro di volta in volta.
Oggi la sua attività si sviluppa lungo due direttrici complementari: da un lato la ricerca come artista outsider, dall’altro l’attività di ideatore e fondatore di Cosmorama Gallery a Bergamo, un progetto espositivo nel quale Arte, Cinema e Teatro dialogano e trovano una propria dimensione espressiva.