Cinema allo specchio: Oltre il giardino
20/04/2026

Riceviamo e con piacere pubblichiamo il contributo di Adele D'Ippolito su Oltre il giardino


Ci si può mettere davanti ad uno specchio per guardarsi e malgrado questo atto sia regolato da leggi fisiche l’immagine potrebbe essere distorta dal pensiero, azione inconsapevole logicamente… Così si potrebbe vedere l'immagine più o meno grossa, magra ecc.(in modo distorto). Lo stesso vale per il nostro sguardo verso gli altri regolato da riflessi di luce che dal cristallino azionano sinapsi neurologiche che possono essere distorte da uno o più filtri imprevedibili… legati al nostro pensiero, o da influenze, schemi esterni facenti parte di noi, nostro malgrado. Ciascuna visione, distorta o no, viene comunque percepita come reale … il cinema permette di rappresentare tutto questo… un esempio è ‘Oltre il giardino’ di Hal Ashby . Il film si può dividere in due parti, nella prima parte il racconto si focalizza sul personaggio centrale del racconto :Chance. Quest’uomo vive guardando la televisione, comprendendola/vivendola come se fosse lo specchio della vita. Nella casa dove abita si occupa di curare un giardino. Il suo mondo sparirà quando il vecchio proprietario della casa morirà e lui sarà costretto a lasciarla… La sua quotidianità e le sue certezze spariscono e lui rimane ancorato, da una parte alla televisione, strumento che ritrova anche al di fuori, dall'altra a quello che ha imparato curando il giardino. Le immagini televisive corrispondono al reale, ne è la prova quando Chance si vede addirittura all'interno di uno schermo grazie ad una telecamera che trasmette direttamente ad una televisione in una vetrina…. come dubitare che non sia realtà ? Il giardino e la televisione saranno i punti di riferimento attorno ai quali girerà il suo vivere mentale una volta costretto ad abbandonare i punti fermi presenti nella sua casa , e saranno quelli che riconoscerà nella nuova vita… Fino a qui si potrebbe pensare ad una sua limitatezza mentale, ma in fondo non è importante inserire schemi.. questo gioco di cristallini/specchi e sinapsi/corto circuiti che collegano I fili nervosi al cervello con l'incognita del pensiero/schemi mentali vari, ‘tocca tutti’. Nella seconda parte del film saranno gli altri a vederlo in modo falsato, distorto. Il titolo originale è la fotografia del tutto: ‘being there’ cioè ‘esserci’, un’essenza senza caratteristica alcuna che ciascuno veste e spiega secondo quel ‘gioco’ di cui si parlava.. La vita è uno stato mentale non razionalizzabile… Accade molto più spesso di quanto si possa credere: uno stesso avvenimento visto da due persone può essere percepito diversamente... allo stesso modo i colori… chi dice che siano esattamente gli stessi per tutti? non si ha la certezza che siano gli uguali . Come si può descrivere a parole un colore per avere un confronto ? 

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