Davide è un ragazzino dell’entroterra sardo, precisamente di Villacidro: con i suoi genitori, vive di pastorizia e preziose tradizioni casearie. Ma è anche un ragazzino come tanti: sogna di tirare due calci a un pallone coi suoi amici e di correre a cuor leggero. È però cardiopatico e questo, unitamente alle imposizioni della dottoressa, limita questo suo desiderio, accrescendo un forte senso di ribellione.
Dopo il successo delle prime tre edizioni realizzate a Napoli, “La Voce dei Giovani” compie un nuovo passo nel suo percorso di crescita e si afferma come un format culturale replicabile, atterrando a Villacidro in Sardegna e confermando la propria vocazione nazionale: così come rimarcato dal produttore Luigi Sales, a seguito della prima proiezione pubblica del cortometraggio a Villa Giffoni nella parentesi veneziana.
Promosso da Fondazione Giuseppe Dessì e Giffoni Innovation Hub, con il contributo di Regione Sardegna, il progetto mette al centro ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni, chiamati a raccontare, attraverso il linguaggio del cinema, Villacidro: un luogo ricco di storia e di un’identità profonda diventa oggetto di uno sguardo nuovo, autentico e contemporaneo fornito proprio dalle generazioni giovani che lo vivono quotidianamente.
Il percorso ha previsto una fase di formazione dedicata alla scrittura creativa e al linguaggio cinematografico, al termine della quale i giovani partecipanti hanno ideato e redatto un soggetto cinematografico capace di restituire la loro visione del territorio. Ha seguito quindi un’attenta fase di scouting attoriale e di location, di riprese e di montaggio. Da questo processo è nato “Piccolo Vuoto”, uno short movie che racconta Villacidro mediante gli occhi dei suoi giovanissimi abitanti, con l’intento di valorizzare il legame tra giovani, comunità e patrimonio culturale.
E sono proprio i ragazzi del liceo Piga di Villacidro i protagonisti a tutto tondo di quest’opera. Capitanati da Desy, una delle giovani sceneggiatrici, e guidati con sapienza dal regista Elio di Pace, gli studenti hanno saputo raccontare con garbo e semplicità gli impegni, le peripezie e i conflitti familiari che costellano la routine di ciascuno di loro, racchiudendoli nel personaggio di Davide. L’intento narrativo è stato quello di affrontare “temi molto realistici, palpabili, che ognuno di noi conosce per esperienza o per sentito dire”, ci racconta Desy dal palco di Villa Giffoni. Con la speranza, chi lo sa, di aver ricevuto in dono da questa fugace esperienza la curiosità di esplorare mestieri e professioni creative e cinematografiche.
Enrico Riziero