Il nuovo film di Vito Vinci tra memoria collettiva, solitudini contemporanee e resistenza.
Arriva nelle sale italiane dal 23 aprile "LOVITA", il nuovo film diretto da Vito Vinci, con una nuova generazione di attori, la sceneggiatura di Francesca De Sapio, prodotto e distribuito da Ixtlan Film: una commedia umana e drammatica che attraversa memoria, identità e resistenza nel cuore di una Roma in trasformazione.
Ambientato nei primi anni ’20 del nuovo millennio, in una città profondamente cambiata e immersa nella nuova era digitale, Lovita racconta la storia di una giovane insegnante precaria che torna nel suo vecchio quartiere di Trastevere, simbolo di una Roma popolare minacciata dalla speculazione immobiliare e dall’omologazione commerciale.
Dopo la morte della madre, Lovita affronta difficoltà economiche e un futuro incerto. Con l’amico d’infanzia Lucio, regista teatrale, cerca di salvare “Il Cantiere”, storico centro culturale diventato punto di riferimento per artisti, artigiani e famiglie. Parallelamente, per reagire al tentato suicidio dello zio Edmondo, pianista cieco, dedito ormai a stordirsi con film porno per non vedenti, crea un sito “anti-porno” per promuovere una nuova idea di sessualità ed erotismo consapevole. L’iniziativa ottiene un successo inaspettato, ma attira l’attenzione di uno stalker, Tio Pio, scatenando eventi destinati a cambiare le vite dei protagonisti.
Lovita è un racconto che alterna realismo e suggestioni oniriche, attraversando una Roma notturna e poetica, tra vicoli, piazze e periferie emotive. Un film che riflette sul senso di comunità nell’epoca dei social network e sull’urgenza di recuperare le proprie radici per costruire il futuro.
Il film utilizza un linguaggio visivo e narrativo moderno per raccontare lo spaesamento e la frammentazione della contemporaneità. Esplora la solitudine e l’insicurezza che attraversano le nuove generazioni, invitando i giovani alla condivisione e al recupero della memoria, della storia e della tradizione come strumenti per affrontare le sfide del presente.
«La memoria di un quartiere nel cuore di Roma, nella nuova era digitale fatta di smartphone e social network… Lovita è la storia di una piccola comunità che tenta di resistere a una nuova omologazione. Attraverso gli occhi della giovane protagonista viviamo la trasformazione di un luogo simbolico, specchio di tanti piccoli centri italiani minacciati dalla crisi e dalla speculazione. È un film sulla memoria, sul desiderio, sull’isolamento e sulla necessità di tornare a sentirsi parte di qualcosa.»
Vito Vinci