Diario dal Tribeca Film Festival 2017 (giorno 5)
12/05/2017

Inizia la seconda settimana della nostra presenza al Tribeca Film Festival 2017, il Festival del cinema che si tiene ogni anno nel cuore di Lower Manhattan a New York City.

Lunedì 24 aprile 2017


The Clapper (2017)

Prodotto, scritto e diretto da Dito Montiel; nel cast: Ed Helms, Amanda Seyfried, Tracy Morgan. Sezione: Spotlight Narrative.

The Clapper

Eddie è un ‘applauditore’ professionista, è pagato per far parte del pubblico di una telepromozione o di uno show televisivo e intervenire o reagire a quello che sta accadendo in studio. Si sta ricostruendo una nuova vita a Los Angeles dopo un grave lutto e conosce Judy, un’addetta a una pompa di benzina di cui si innamora. Il suo mondo però inizia a sgretolarsi quando un presentatore di talk show nota il suo presenzialismo televisivo e decide di trovarlo per farlo diventare un personaggio pubblico.
Satira del mondo dello spettacolo e della fama a tutti i costi, questa commedia romantica, introspettiva e a tratti grottesca, pur non mancando di spunti di riflessione anche sul tema della reazione ad una perdita importante nella propria vita, non si eleva oltre il livello di un discreto film per la tv.

The Boy Downstairs (2017)

Scritto e diretto da Sophie Brooks; nel cast: Zosia Mamet, Matthew Shear. Sezione: Spotlight Narrative.

The Boy Downstairs

Diana è una giovane scrittrice americana di ritorno a New York dopo due anni trascorsi a Londra. Trovato un appartamento ideale alle sue esigenze e di suo gusto, scopre però di trovarsi nel condominio in cui, al piano di sotto, abita l’ex fidanzato, da lei lasciato prima di intraprendere il viaggio in Europa. Sentendosi in grado di gestire la situazione con maturità, decide di rimanere nella casa da poco presa in affitto.
Deliziosa commedia romantica, davvero una piccola gemma di film indipendente per questa regista e sceneggiatrice all’esordio. Storia di crescita personale e affettiva, il film va oltre i cliché del genere per presentarci le emozioni e i sentimenti dei due protagonisti alle prese con le difficoltà di instaurare un nuovo rapporto tra di loro superando le ferite passate.

Bombshell: The Hedy Lamarr Story (2017)

Documentario scritto e diretto da Alexandra Dean; prodotto da Susan Sarandon. Sezione: Special Screenings.

Bombshell

L’attrice Hedy Lamarr è stata una star del cinema per la MGM negli anni ’40, considerata la donna più bella del Mondo, famosa per il suo fascino ma nulla si sapeva sul suo intelletto. Lamarr infatti contribuì all’invenzione di un sistema a frequenza variabile per impedire che i siluri dei sommergibili venissero bloccati dai nemici. Questa tecnologia non fù implementata all’epoca, ma oggi è alla base di moderni Wi-Fi e Bluetooth, anche se fino ad anni recenti non le è stato dato il credito che meritava per la scoperta.
Ritratto di una figura difficilmente inquadrabile, ‘larger than life’, fuori dall’ordinario, come direbbero gli americani: ebrea austriaca convertita al cristianesimo, scappata in America prima della Seconda Guerra Mondiale, sposata e divorziata sei volte, caduta in povertà e solitaria negli ultimi decenni della sua esistenza. Ma questo documentario è la prova che la sua influenza sulla vita delle persone, grazie alle sue intuizioni ancor prima che per i suoi film, è ancora forte. E Hedy non è stata dimenticata, ma viene anzi riscoperta e rivalutata.

Dog Years (2017)

Prodotto, scritto e diretto da Adam Rifkin; nel cast: Burt Reynolds. Sezione: Viewpoints.

Dog Years

Vic Edwards è stata una delle più famose stelle del cinema del suo tempo, celebre per il suo machismo e per le sue conquiste. Passati gli ottant’anni però è stato dimenticato dal grande pubblico, per cui quando riceve l’invito per un premio alla carriera da parte del Festival del cinema di Nashville, seppur con riluttanza decide di accettarlo. Arrivato nel suo Stato d’origine si rende ben presto conto che l’organizzazione è affidata a un gruppo di fan entusiasti dei suoi film, mentre la sede del Festival altro non è che un pub.
Commedia divertente e a tratti persino toccante, si basa in gran parte sul parallelismo tra finzione e realtà, tra il personaggio Vic e la vera carriera di Burt Reynolds, con l’utilizzo di immagini delle pellicole dell’attore in cui un giovane Reynolds conversa con il suo alter ego ottuagenario. Presente anche il tema dello scontro generazionale con la giovane ribelle punk che gli fa da assistente per il weekend e con la quale si trova a condividere un viaggio nel proprio passato alla riscoperta delle sue origini.

Newton (2017)

Diretto da Amit V. Masurkar; nel cast: Rajkummar Rao. Sezione: Concorso International Narrative.

Newton

Le elezioni in India sono alle porte e il giovane idealista Newton si offre volontario come presidente di seggio supplente. Gli viene affidato un villaggio di poche anime nel cuore della giungla, zona però in cui forte è l’influenza di un gruppo armato maoista che si oppone allo svolgimento stesso della tornata elettorale. Nonostante il pericolo per la propria incolumità, accetta l’impegno civico ed è deciso a portarlo a termine nel migliore dei modi.
Divertente commedia che riflette e fa riflettere sull’importanza del processo democratico, troppo spesso dato per scontato da noi occidentali. Il film è popolato da personaggi coloriti e ben caratterizzati, primo fra tutti Newton, curioso già dal nome (in realtà si chiama Nutan, nome prevalentemente femminile in India, ma l’ha cambiato perché veniva preso in giro a scuola), perfetto bilanciamento tra sincerità e umorismo involontario.

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