A Faenza arriva “NOAM LAB & YOUTH”, sei corti italiani under 35 tra scuole, ricerca e nuove visioni. Un percorso fuori concorso sostenuto da “Per Chi Crea” di SIAE: formazione del pubblico e promozione di talenti emergenti, tra NOAM Lab e NOAM Youth
Dal 12 al 16 novembre 2025 Faenza torna a ospitare il NOAM Faenza Film Festival, giunto alla sua terza edizione e ormai riconoscibile per una scelta curatoriale netta: essere il primo festival in Italia interamente dedicato al cinema indipendente nordamericano (Stati Uniti, Canada e Messico) e, allo stesso tempo, un dispositivo culturale capace di attivare dialoghi produttivi, estetici e generazionali tra Italia e Nord America. Dentro questa traiettoria si colloca una delle novità più significative dell’edizione 2025: “NOAM Faenza Film Festival 2025: LAB & YOUTH”, sezione fuori concorso che mette al centro sei cortometraggi italiani e i loro autori under 35, in un percorso pensato per la crescita professionale e la formazione del pubblico.
Il progetto, sostenuto dal bando SIAE “Per Chi Crea” 2024 e curato insieme al Cineclub Il Raggio Verde, nasce con una doppia ambizione. Da un lato, offrire ai giovani autori una piattaforma di visibilità e legittimazione in un contesto festivaliero in espansione; dall’altro, costruire una pratica concreta di audience development, soprattutto in rapporto alle scuole, rendendo il festival non soltanto un luogo di consumo culturale ma un ambiente di confronto, ascolto e scoperta.
Due percorsi complementari: NOAM Lab e NOAM Youth
“LAB & YOUTH” si articola in due aree, complementari per obiettivi e pubblico, ma unite dall’idea che il cinema, per essere vivo, abbia bisogno di spettatori attivi e di autori messi nelle condizioni di raccontare il proprio lavoro.
NOAM Lab è pensato come spazio di formazione del pubblico scolastico: proiezioni riservate alle scuole, visioni guidate e momenti di dialogo con gli autori. È un modello in cui il cortometraggio diventa materia didattica e occasione di lettura critica: linguaggi, generi, costruzione della messa in scena, rapporto tra immaginario e presente.
NOAM Youth, invece, guarda con più decisione alla ricerca, all’ibridazione dei linguaggi e al cinema come terreno di sperimentazione: animazione, fantascienza, racconto di formazione, allegoria politica. In questo caso la dimensione “youth” non è soltanto anagrafica ma estetica: un invito a riconoscere ciò che nel cinema contemporaneo si muove ai margini delle forme più standardizzate, e proprio per questo parla con forza del nostro tempo.
Sei corti, sei traiettorie, un’idea di cinema contemporaneo
I sei titoli selezionati compongono un mosaico di sensibilità e visioni: dall’animazione stop motion all’eco-distopia, dal racconto adolescenziale alle metamorfosi simboliche, fino a una riflessione sull’immaginario cinematografico come archivio di memoria e di futuro. L’elemento comune non è un tema unico, ma una postura: la volontà di lavorare sui generi e sui codici (anche quelli più riconoscibili) come strumenti per mettere in scena conflitti reali — identità, potere, desiderio, appartenenza, nostalgia.
Al centro del progetto c’è anche la presenza degli autori: non soltanto “ospiti” chiamati a presentare il film, ma interlocutori attivi in talk, momenti di confronto e networking. Un festival giovane, per funzionare, deve diventare anche questo: una rete che si costruisce dal vivo, tra sale, spazi d’incontro e conversazioni che continuano oltre la proiezione.
Un festival come ponte: Faenza, la Romagna e l’apertura internazionale
NOAM insiste su Faenza e sulla Romagna come gesto culturale e politico: portare cinema indipendente internazionale fuori dai grandi centri, costruire alleanze territoriali e rendere l’esperienza festivaliera diffusa e accessibile. In questo senso “LAB & YOUTH” si inserisce perfettamente nella missione del festival: non un’appendice, ma un tassello strategico che mette in relazione pubblico, scuola e giovani autori, facendo del festival un luogo di scambio e non soltanto di programmazione.
Nelle prossime settimane NOAM comunicherà dettagli e calendario delle proiezioni dedicate alle scuole, oltre ai momenti di incontro con i registi e alle attività collegate. Per un festival che guarda al Nord America, la sfida più interessante resta forse questa: rendere l’internazionalità un’esperienza concreta anche a livello locale, dentro una comunità reale di spettatori.