I 10 film più attesi del concorso di Venezia 2026, da Werner Herzog a Lee Chang-dong
25/08/2026

Ci siamo, l'edizione numero 83 della Mostra del Cinema di Venezia (2-12 settembre) sta per iniziare. Per la giuria, presieduta da Maggie Gyllenhaal, sarà un'impresa decisamente ardua scegliere il film a cui assegnare il prestigioso Leone d'oro. Ecco i nostri 10 titoli più attesi del concorso:

10. BUCKING FASTARD di Werner Herzog

Ispirato alla storia vera delle gemelle monozigote Freda (1943–2020) e Greta Chaplin (1943–2007) di York, il film ha tutte le carte in regola per essere un nuovo, spiazzante tassello della "folle" filmografia del maestro tedesco. Due sorelle, Jean e Joan Holbrooke (interpretate dalle vere gemelle Rooney e Kate Mara), così unite da parlare all’unisono, amare lo stesso uomo e condividere gli stessi sogni, che vedono la loro vita sconvolta nel momento in cui si innamorano dello stesso uomo. Herzog l'ha definito come parte di un trittico insieme a Fitzcarraldo e Grizzly Man.

9. WILD HORSE NINE di Martin McDonagh

Poco prima del colpo di Stato cileno del 1973, gli agenti della CIA Chris e Lee vengono inviati da Santiago all’Isola di Pasqua dal loro capo, MJ. Tra le emblematiche statue dell’isola, mentre i due compagni di lunga data si confrontano con i propri oscuri trascorsi e con le cospirazioni del presente, il legame stretto da Chris con due studentesse ribelli rischia di far prendere una piega imprevista al soggiorno di tutti in questo remoto paradiso. McDonagh torna a Venezia dopo il notevole riscontro di critica e pubblico ottenuto con Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Premio per la miglior sceneggiatura nel 2017) e Gli spiriti dell'isola (Premio per la miglior sceneggiatura e Coppa Volpi a Colin Farrell nel 2022) con una commedia nera perfettamente in linea con il mood dei suoi lavori migliori. Con John Malkovich, Sam Rockwell e Steve Buscemi.

8. LOOK BACK di Horokazu Kore-Eda

Fujino, adolescente determinata e piena di talento, sogna di diventare una mangaka. Kyomoto, schiva e solitaria, vive quasi sempre chiusa nella sua stanza, dedicando ogni istante al disegno. Unite dalla stessa passione, le due ragazze, cresciute in una piccola città, inseguono per tredici anni il sogno di diventare autrici di manga. Dopo essere stato in concorso a Cannes pochi mesi fa con il mediocre Sheep in the Box, uno dei rarissimi passi falsi della sua carriera artistica, Kore-Eda arriva in competizione anche a Venezia con un film che promette di toccare le corde migliori del cinema sensibile e intimista del grande autore giapponese. Il film è un adattamento live action dell'omonimo manga del 2021 di Tatsuki Fujimoto, già trasposto al cinema in un film anime nel 2024.

7. THE ECHO CHAMBER di Andrea Pallaoro

Una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. Leo e Anne si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Al suo quarto lungometraggio, Pallaoro alza il tiro e, basandosi su un soggetto originale di Bernardo Bertolucci ancora inedito, potrebbe dimostrare con quest'opera la sua piena maturità artistica. Un progetto dal respiro internazionale di indubbio fascino, reso ancora più intrigante da un sopraffino trio di protagonisti: Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon.

6. DAU di Ilya Khrzhanovsky

Ispirato ai fisici che contribuirono alla costruzione della bomba atomica sovietica, DAU segue il percorso di un brillante fisico di origine greca dal 1928 in Unione Sovietica attraverso quattro decenni di sconvolgimenti. Spinto dal desiderio di scoprire le leggi dell’universo, l’idealista Dau viene chiamato al servizio dello Stato per creare una delle armi più letali della storia. Ritratto intimo di un uomo alla ricerca della felicità e della libertà, e insieme vasto affresco di una società fondata sulla violenza e sull’ideologia, il film fa parte di un monumentale progetto artistico multidisciplinare iniziato più di vent'anni fa. Secondo quanto dichiarato dal regista, il processo di riprese si è trasformato in una “installazione totale” piuttosto che in una produzione cinematografica convenzionale. Un'esperienza immersiva che promette di essere il film-evento della mostra. «Documentario, sogno, visione e memoria diventano stati equivalenti di un’unica realtà, non più lineare né immutabile, in sintonia con i principi della fisica quantistica» (Ilya Khrzhanovsky).

5. MR. NELSON,. DID YOU KILL PEOPLE? di Shinya Tsukamoto

Nato in una famiglia povera di New York, Allen Nelson si arruola nel Corpo dei Marines a diciotto anni per sfuggire alla discriminazione e alla miseria. Dopo aver prestato servizio a Camp Hansen, a Okinawa, nel 1966 viene inviato al fronte durante la guerra del Vietnam, convinto di poter diventare un soldato coraggioso al pari degli eroi cinematografici. Ma ciò che lo attende non è la gloria, ma una realtà terrificante e atroce, che lo costringe a uccidere. Al suo rientro in patria, a ventitré anni, lo attendono giornate tormentate e notti insonni, ossessionate dai ricordi del campo di battaglia. Dramma e film di guerra si incrociano in un film di grande impatto, ispirato all'omonimo manga del 2005, un'autobiografia di Allen Nelson (1947–2009), un reduce afro-americano della guerra del Vietnam.

4. UN BON PETIT SOLDAT di Stéphane Brizé

Carla, dirigente brillante ma non priva di insicurezze, è da poco nominata responsabile HR di una grande azienda. Il suo compito di conciliare il benessere dei dipendenti con gli obiettivi di performance imposti dalla direzione si complica quando scopre un caso di management tossico. Dopo la magnifica "Trilogia sul lavoro" composta da La legge del mercato, In guerra e Un altro mondo e la parentesi di crepuscolare romanticismo affrontata con lo splendido Le occasioni dell'amore, Brizé si (e ci) immerge ancora nelle dinamiche aziendali 3.0, confermandosi come uno degli autori più lucidi e rigorosi del panorama francese contemporaneo. Con Alba Rohrwacher e Vincent Lindon.

3. SUCCEDERÀ QUESTA NOTTE di Nanni Moretti

«Io ti aspetto, tutto il tempo che vuoi. Ma succederà prima o poi?». Questa la sinossi ufficiale, morettiana al 100%, del film che si presenta al Lido come il titolo italiano di punta di questa edizione della mostra. A cinque anni da Tre piani (2021), Moretti torna ad adattare sul grande schermo un'opera dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, scegliendo questa volta come soggetto di partenza alcuni racconti della raccolta Legàmi. «Leggendo i racconti di Eshkol Nevo quello che mi ha colpito subito è stata la precisione con cui sono descritte le relazioni e la profondità dei sentimenti. Sono storie che parlano di amori, incontri e abbandoni, ma anche di genitori e figli adulti e di tutti quei legami che ci accompagnano, in modo più o meno silenzioso, per tutta la vita. È un film sui sentimenti e sul bisogno di nominarli: lasciare che si manifestino, ammettere senza riserve di volersi bene, dirsi senza pudore che ci si ama» (Nanni Moretti). Nel cast Jasmine Trinca, Louis Garrel, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro e lo stesso Moretti.

2. PRIMETIME di Lance Oppenheim

Biopic dai toni thriller e noir sul presentatore televisivo Chris Hansen (interpretato da Robert Pattinson) incentrato sulla creazione del programma TV To Catch a Predator (2004–2007), il film si presenta come uno dei titoli più d'appeal di tutto il concorso nonché la punta di diamante della quota A24 al Lido. Basandosi sull'articolo Tonight on Dateline This Man Will Die di Luke Dittrich, il giovane documentarista Lance Oppenheim (classe 1996), all'esordio nel cinema di fiction, ha dato vita a quello che dovrebbe essere un dramma arthouse che spinge sul pedale della ricerca visiva. Laureato ad Harvard nel 2019 in Cinema e arti visive, con i cineasti sperimentali Ross McElwee, Robb Moss e Guy Maddin come suoi insegnanti, Oppenheim ha tutte le carte in regola per stupire ed entusiasmare. «Sono cresciuto guardando la televisione generalista e i reality show dei primi anni duemila, e con Primetime ho voluto giocare con il loro linguaggio visivo. Gran parte dei reality show è scabrosa per natura, ma pochi programmi hanno saputo mantenere una presa così salda sulla cultura di massa – e sulla mia stessa immaginazione – come ha fatto la rubrica To Catch a Predator di Dateline nei vent’anni trascorsi dalla sua prima messa in onda. Il suo conduttore, Chris Hansen, ha inaugurato uno spettacolo della punizione: il momento in cui l’indignazione morale si è trasformata in un appuntamento televisivo irrinunciabile. E mi piaceva l’idea di ritornare alla cultura dei media dei primi anni duemila, prima che il panorama dell’informazione si frammentasse, quando una fascia di “prima serata” sembrava una questione di vita o di morte. Per alcuni, lo fu davvero» (Lance Oppenheim).

1. POSSIBLE LOVE di Lee Chang-dong

Autore di opere raffinate e complesse come Peppermint Candy, Oasis e Poetry, il regista, sceneggiatore, scrittore e politico sudcoreano Lee Chang-dong prenota già un posto d'onore nel palmarès con un'opera di rara suggestione, come dimostra la sinossi ufficiale: "Due coppie sposate, due mondi che si incontrano attraverso la macchina da presa: un lavoratore licenziato e sua moglie, una documentarista e suo marito. Mentre collaborano alla realizzazione di un film, le loro strade si intrecciano, rivelando differenze profonde e desideri inconfessati". «Per quanto il lavoro, il capitale e altre forze plasmino le nostre vite, credo che possiamo ancora aspirare alla libertà: un desiderio che, forse, è già una forma d’amore» (Lee Chang-dong).

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