I 30 film più attesi del 2026
29/12/2025

Sembra chiaro che ci apprestiamo a vivere una stagione cinematografica a dir poco elettrizzante. Basta leggere i nomi dei registi coinvolti per emozionarsi e non vedere l'ora di trovarsi nel buio della sala per godere della magia del grande schermo. C'è da scommettere che tanti titoli passeranno nei festival internazionali più importanti, con Cannes e Venezia a spartirsi, come d'abitudine, il meglio sulla piazza.

Sulle ali dell'entusiasmo, abbiamo deciso di stilare la nostra TOP 30 dei film più attesi del 2026!

30. THE WAY OF THE WIND (Terrence Malick): progetto ormai "leggendario" che pare possa vedere la luce nel 2026. Tremila ore di riprese (!), una produzione a dir poco travagliata e un fase di montaggio iniziata nel 2019 e non ancora ultimata. Per Malick il cinema è anche un atto di fede, e questa opera biblica bigger than life sulla vità di Gesù potrebbe essere una summa di tutta la sua poetica. Con Géza Röhrig nel ruolo di Gesù, Matthias Schoenaerts nel ruolo di San Pietro e Mark Rylance in quello di Satana.

29. THE LAST MRS. PARRISH (Robert Zemeckis): il piano di una truffatrice di truffare una coppia benestante diventando la nuova moglie del marito viene sconvolto quando scopre la complessità della vita della moglie. Questa la sinossi del nuovo progetto di uno dei registi più capaci di far vivere la magia, lo stupore e la meraviglia sul grande schermo, ragionando anche sulle potenzialità del linguaggio cinematografico, come dimostrato anche nel recente Here (2024). Un crime thriller basato sull'omonimo romanzo di Liv Constantine, pseudonimo delle sorelle Lynne e Valerie Constantine. Con Jennifer Lopez protagonista. Distribuisce Netflix.

28. THE DOG STARS (Ridley Scott): film sci-fi post-apocalittico, basato sul romanzo del 2012 di Peter Heller, ambientato all'indomani di un catastrofico virus influenzale che ha quasi spazzato via l'umanità. Scott, classe 1937, sembra tornare alla sua amata fantascienza, dopo le non proprio entusiasmanti incursioni "storiche" di Napoleon e Il gladiatore II. Nonostante i fasti del passato, con buona probabilità, non potranno che rimanere uno sbiadito ricordo, è difficile non empatizzare con un regista che ha sempre creduto così tanto nel mezzo cinematografico, anche nelle sonore cadute.

27. AMARGA NAVIDAD (Pedro Almodóvar): dopo il Leone d'oro a Venezia 2024 per La stanza accanto, Pedrito torna con una tragicommedia sul gender che promette faville. Dopo la morte della madre, la direttrice pubblicitaria Elsa si immerge nel lavoro per sopravvivere. Quando un attacco di panico la costringe a prendersi una pausa, decide di andare a Lanzarote con l'amica Patricia, mentre il suo compagno Bonifacio rimane a Madrid. Questa la trama di un piccolo progetto probabilmente destinato a rimanere fuori dal circuito festivaliero, la cui uscita spagnola è prevista per il 20 marzo.

26. FLOWERVALE STREET (David Robert Mitchell): osannato per il notevole horror It Follows e demolito per l'azzardatissimo neo-noir postmoderno Under the Silver Lake, Mitchell è pronto per tornare alla grande con un progetto che mischia azione, avventura e fantascienza, con una chiara vena nostalgica che guarda a Sua Maestà Steven Spielberg. Sinossi: Una famiglia negli anni '80 inizia a notare avvenimenti bizzarri nel proprio quartiere, tanto che tutti gli abitanti della zona un bel giorno si risvegliano trasportati indietro nel tempo, nell'era preistorica, circondati da dinosauri. Wow! Uscita prevista 14 agosto.

25. MICHAEL (Antoine Fuqua): scritto da John Logan (The Aviator, Sweeney Todd, Hugo Cabret, Skyfall) e prodotto da Graham King, il film è incentrato sulla vita del cantante, cantautore e ballerino Michael Jackson, interpretato da suo nipote Jaafar Jackson (classe 1996). Dai Jackson 5 al successo planetario degli anni '80, fino all'ultimo capitolo di un'esistenza unica nella storia. Un progetto covato da tempo, concepito in chiave celebrativa e non con la volontà di mettere troppo in luce gli aspetti più controversi dell'icona pop, che si inserisce perfettamente nella "moda" dei biopic musicali di grande appeal commerciale. Uscita 23 aprile.

24. THE BASICS OF PHILOSOPHY (Paul Schrader): fedelissimo a se stesso, l'infaticabile Schrader, dopo il bellissimo Oh, Canada (2024), continua a scavare nell'abisso della solitudine, dei traumi del passato e del senso di colpa, in un progetto che si prospetta essere una naturale estensione della sua trilogia tematica iniziata con First Reformed (2017) e proseguita con Il collezionista di carte (2021) e Il maestro giardiniere (2022). La storia ruota attorno a un uomo solo alle prese con una crisi personale dovuta a una decisione presa anni prima, chiuso in una stanza, intento a scrivere un diario e a riflettere sulla propria esistenza. Difficile pensare che non venga presentato a Cannes o Venezia.

23. THE MANDALORIAN AND GROGU (Jon Favreau): dopo serie live action, serie animate e spin-off di progetti già derivati da altri (tra cui è davvero arduo orientarsi), torna al cinema un nuovo film dell'ormai sterminato franchise (sigh!) di Star Wars, a sette anni di distanza dal deludente L'Ascesa di Skywalker (2019), nono e ultimo episodio della gloriosa Skywalker Saga, iniziata con la trilogia "storica" (Guerre stellari, L'impero colpisce ancora, Il ritorno dello jedi). Il film sarà la naturale prosecuzione di The Mandalorian (2019-2023), serie televisiva "sci-fi western" di enorme successo di critica e pubblico targata Disney+ la cui narrazione inizia cinque anni dopo gli eventi de Il ritorno dello jedi, ovvero con la caduta dell'Impero Galattico. Pedro Pascal rimane nei panni del veterano cacciatore di taglie Din Djarin/The Mandalorian, al fianco di Sigourney Weaver, Jeremy Allen White e Jonny Coyne. L'adorabile Grogu (comunemente noto come baby Yoda), creato con animatronics e pupazzi e arricchito da effetti visivi, entrerà sicuramente nel cuore degli spettatori anche in questa avventura. Uscita 22 maggio (Cannes calling?).

22. ALL OF A SUDDEN (Ryûsuke Hamaguchi): dopo il capolavoro Drive My Car (2021), adattamento cinematografico dell'omonimo racconto di Haruki Murakami, e il notevole Il male non esiste (2023), Hamaguchi continua la sua esplorazione delle relazioni, del caso e della profondità delle connessioni umane, ma in un'ambientazione francese. Virginie Efira e Tao Okamoto saranno, rispettivamente, una direttrice di una casa di cura francese e una regista teatrale giapponese, il cui legame inaspettato si forma mentre una delle due affronta una grave malattia.

21. WERWULF (Robert Eggers): nella Gran Bretagna medievale, una misteriosa creatura si aggira per la campagna nebbiosa, trasformando il folklore locale in una terrificante realtà mentre gli abitanti del villaggio affrontano un'antica minaccia soprannaturale. Questo il plot della pellicola, un adattamento cinematografico del mito del lupo mannaro, trasposto a Hollywood già innumerevoli volte, secondo i generi più disparati, dall'horror alla commedia parodistica. La sceneggiatura, definita da Eggers "Quanto di più cupo abbia mai scritto", è firmata dal regista e dallo scrittore e poeta islandese Sjón, di nuovo insieme dopo la loro precedente collaborazione con The Northman (2022). Con Aaron Taylor-Johnson, Lily-Rose Depp e Willem Dafoe. Uscita americana prevista per il 25 dicembre, mentre con ogni probabilità in Italia dovrebbe arrivare il 1° gennaio 2027, un po' come è accaduto con Nosferatu.

20. TOY STORY 5 (Andrew Stanton): verso il quinto capitolo e oltre! Tutto è iniziato nel lontano 1995, quando una lampada saltellante, goffa e adorabile, segnava l'inizio di un nuovo mondo dell'animazione al computer: nasceva Toy Story, nasceva il primo lungometraggio Disney Pixar. Da allora di cose ne sono cambiate, ma lo spirito e la magia sono rimasti invariati. Questo 31° lungometraggio Pixar prosegue le avventure di Buzz e Woody e noi non vediamo l'ora di rimanere incantati, commossi e divertiti ancora una volta. Uscita 17 giugno.

19. WUTHERING HEIGHTS (Emerald Fennell): a promising young woman. Nota in ambito televisivo per aver scritto alcuni episodi della fortunatissima serie Killing Eve (2018-2022) e per aver interpretato Camilla Parker-Bowles nella terza e quarta stagione di The Crown, la londinese Fennell, classe 1985, è partita col botto portandosi a casa l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale con il thriller Una donna promettente (2020), suo esordio alla regia. Con il successivo e pacchianissimo Saltburn (2023) si è delineato in maniera chiara il suo stile barocco e ridondante, estetizzante e, a modo suo, viscerale. Non c'è quindi da aspettarsi un adattamento del capolavoro del 1847 di Emily Brontë particolarmente austero e rigoroso... Ma la curiosità per quella che potrebbe essere una fiammeggiante versione contemporanea del classico della letteratura gotica inglese, è tanta. Dopotutto, da William Wyler ad Andrea Arnold, passando per il grandioso sceneggiato RAI del 1956 con Massimo Girotti e Anna Maria Ferrero, ciascuno ha dato il proprio taglio originale a questa storia immortale, per nulla semplice da portare sullo schermo. Passione e convenzioni sociali, gelosia e vendetta, repressione e spirito distruttivo. Con Jacob Elordi e Margot Robbie nei panni dei tormentati amanti Heathcliff e Catherine. Uscita 14 febbraio.

18. HER PRIVATE HELL (Nicolas Winding Refn): un thriller audace, ipnotico e squilibrato, basato su una storia originale che promette "un sacco di glitter, sesso e violenza". Parola di Refn. Si potrebbe tranquillamente proseguire oltre senza aggiungere ulteriori dettagli, tanto è grande la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di maledettamente intrigante. Dopo le due miniserie di culto Too Old to Die Young (Amazon Prime Video) e Copenhagen Cowboy (Netflix), questo film segna il ritorno di Refn al cinema a dieci anni di distanza da The Neon Demon (2016). Her Private Hell è un film di sexploitation britannico del 1968, ma il riferimento dovrebbe essere solo un vezzo cinefilo.

17. ARTIFICIAL (Luca Guadagnino): sotto il segno di una straordinaria libertà creativa, il grande regista palermitano, unico autore realmente internazionale che l'Italia possa vantare ora, continua il suo percorso artistico senza adeguarsi a mode o tendenze commerciali, anche nei progetti apparentemente più mainstream. Questo biopic vede Andrew Garfield nei panni del CEO di OpenAI, Sam Altman, e si concentra sul suo controverso licenziamento e successiva riassunzione nel 2023. Nel cast figurano anche Monica Barbaro, Yura Borisov, Cooper Koch, Cooper Hoffman, Ike Barinholtz e Jason Schwartzman.

16. I WANT YOUR SEX (Gregg Araki): nome cruciale all'interno del panorama indie underground americano degli anni '90, molto vicino a temi e sensibilità LGBT, Araki ha faticato non poco nel corso degli anni a trovare una dimensione cinematografica all'altezza degli esordi. Potrebbe essere questa l'occasione per un attesissimo rilancio, considerando che questo nuovo progetto dovrebbe essere un thriller erotico incentrato su desiderio, dominazione e fantasia. Con Olivia Wilde, Cooper Hoffman, Charli XCX, Daveed Diggs, Mason Gooding, Chase Sui Wonders, Johnny Knoxville, Margaret Cho e Roxane Mesquida. L'anteprima mondiale è prevista il 23 gennaio al Sundance.

15. SUCCEDERA' QUESTA NOTTE (Nanni Moretti): attualmente in post-produzione, il film è un adattamento libero della raccolta di racconti Legami di Eshkol Nevo, incentrato sull'imprevedibilità e le connessioni della vita, con Louis Garrel e Jasmine Trinca protagonisti. È il secondo adattamento di Moretti da un testo di Nevo dopo Tre piani. Praticamente sicuro il concorso a Cannes.

14. THE ADVENTURES OF CLIFF BOOTH (David Fincher): Netflix fa all-in e distribuisce quello che, perlomeno a livello di glamour e curiosità, è sicuramente uno dei titoli di punta della prossima stagione. E non poteva essere altrimenti. Stiamo parlando del sequel/spin-off del già mitico C'era una volta a... Hollywood (2019), con Tarantino questa volta solo sceneggiatore e Fincher in cabina di regia. Boom! La storia sarà ambientata nel 1977, ovvero otto anni dopo gli eventi del film precedente. Brad Pitt, erede naturale di Steve McQueen, è pronto per un nuovo, inarrivabile tripudio di fascino e stile, calandosi nuovamente nei panni di uno dei personaggi più cool mai visti al cinema.

13. THE BRIDE! (Maggie Gyllenhaal): nella Chicago degli anni Trenta, il mostro di Frankenstein chiede al dottor Euphronious di creargli una compagna, e lo scienziato accetta. Scritto, prodotto e diretto da Maggie Gyllenhaal, alla sua seconda regia dopo La figlia oscura (2021), il film è liberamente ispirato al film cult La moglie di Frankenstein (1935) di James Whale, a sua volta tratto dal romanzo Frankenstein o il moderno Prometeo di Mary Shelley. Un progetto sulla carta potente e personale, gotico e visionario, con un cast all-star che vede in prima fila Jessie Buckley, Christian Bale, Peter Sarsgaard, Annette Bening, Jake Gyllenhaal e Penélope Cruz. Uscita 6 marzo.

12. DUNE – PARTH THREE (Denis Villeneuve): prosegue l'entusiasmante cavalcata di Timothée Chalamet, Zendaya & co. nell'affascinante mondo creato dallo scrittore Frank Herbert. Basato sul romanzo Il messia di Dune (1969), terzo volume della serie, il film promette spettacolo e colpi di scena, in quello che è l'immaginario cinematografico di fantascienza più clamoroso che si sia visto negli ultimi anni. Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana... avremmo detto la stessa cosa di Star Wars, ora ridotta a prodotto in serie usa e getta privo di anima. Uscita 18 dicembre.

11. PAPER TIGER (James Gray): l'atteso ritorno di Gray (I padroni della notte, Two Lovers, Ad Astra) è un crime-drama con un cast stellare che include Adam Driver, Scarlett Johansson e Miles Teller. In una sorta di ritorno alle atmosfere degli esordi, il talentuoso regista newyorkese racconta qui una storia di corruzione, violenza e tradimento incentrata su due fratelli, invischiati in pericolosi affari della mafia russa mentre inseguono il sogno americano. La tragedia greca in chiave metropolitana sembra, ancora una volta, dietro l'angolo. Che sia il suo gangster-movie definitivo? Il Festival di Cannes lo attende a braccia aperte.

10. POSSIBLE LOVE (Lee Chang-dong): il titolo è ancora provvisorio, ma poco importa. Il ritorno alla regia del maestro sudcoreano Lee Chang-dong a otto anni da Burning, è un evento che vale un'intera stagione cinematografica. Il film è un complesso dramma relazionale incentrato su due coppie sposate molto diverse tra loro, le cui vite si intersecano causando sconvolgimenti emotivi e reciproche rivelazioni personali. Si tratta di un'importante produzione franco-coreana, che segna il debutto di Lee su Netflix.

9. THE ENTERTAINMENT SYSTEM IS DOWN (Ruben Östlund): tutto ciò che tocca, si trasforma in oro. Anzi, in Palma d'oro. Dopo aver ottenuto il massimo riconoscimento a Cannes in due partecipazioni al festival (perlopiù consecutive!), con The Square nel 2017 e Triangle of Sadness nel 2022, Re Mida Östlund è entrato nell'esclusivo e ristrettissimo club che vede tra i membri Coppola, Sjöberg, Imamura, Kusturica, August, i Dardenne, Haneke e Loach, ovvero i detentori di ben due Palme, record finora imbattutto. E con questo nuovo film, sostanzialmente già annunciato in concorso a Cannes da Thierry Frémaux quando ancora c'era solo una vaga idea del soggetto, l'assalto al vertice del palmarès non sembra una chimera. Sinossi: durante un volo internazionale in cui il sistema di intrattenimento non funziona, i passeggeri saranno costretti ad affrontare l'orrore della noia. Si prospetta una caustica e grottesca black-comedy con tutti gli ingredienti cari al regista svedese, in primis la meticolosa radiografia dei comportamenti umani in seguito a una convivenza forzata tra persone eterogenee, con un evento scatenante pronto a trasformarsi in cataclisma senza freni. Con Keanu Reeves, Kirsten Dunst, Daniel Brühl, Samantha Morton, Julie Delpy e Vincent Lindon. Liberamente ispirato al romanzo di fantascienza distopica Il mondo nuovo (1932) di Aldous Huxley.

8. OUT OF THIS WORLD (Albert Serra): dopo il magnifico Tardes de soledad (2024), il grande autore catalano torna con un film di fiction davvero intrigante (e azzardatissimo) che segna il suo debutto cinematografico in lingua inglese. Sinossi: una delegazione americana si reca in Russia nel mezzo della guerra in Ucraina per cercare di trovare una soluzione a una controversia economica legata alle sanzioni. Con Riley Keough e F. Murray Abraham. Kristen Stewart, prima scelta di Serra, pare abbia abbandonato il progetto perché insoddisfatta delle modifiche alla sceneggiatura.

7. EL SER QUERIDO (Rodrigo Sorogoyen): a quattro anni dal clamoroso As Bestas, il madrileno Sorogoyen, classe 1981, torna con un complesso dramma che promette di scavare a fondo nella psicologia dei personaggi. La trama segue il rapporto padre-figlia tra un acclamato regista (Javier Bardem) e un'attrice di medio livello (Victoria Luengo), che si riuniscono sul set dopo diversi anni di lontananza, e racconta la storia di una troupe cinematografica impegnata nelle riprese di un film a Fuerteventura intitolato Desierto, a sua volta ambientato nel Sahara Occidentale degli anni '30. Uscita spagnola prevista per il 28 agosto.

6. DIGGER (Alejandro G. Iñárritu): "A comedy of catastrophic proportion". Questa la tag-line sul poster ufficiale, e come descrizione già ci piace da morire. Questa la storia: l'uomo più potente del mondo provoca un disastro e intraprende una missione per dimostrare di essere il salvatore dell'umanità. Insomma, Iñárritu sembra volersi giocare un carico pesante, puntando tutto sulla presenza come protagonista, già in odore di Oscar, di Tom Cruise, il quale negli ultimi otto anni si era dedicato solo a Maverick e al franchise di Mission: Impossible. Il film, che promette di essere un'esperienza cinematografica strabiliante, è stato girato in 35mm nel formato VistaVision dal tre volte premio Oscar Emmanuel Lubezki, fedelissimo collaboratore del regista. Con Jesse Plemons, Sandra Hüller, Riz Ahmed, Michael Stuhlbarg e John Goodman. Uscita 2 ottobre, ovvero concorso di Venezia prenotato.

5. FJORD (Cristi Mungiu): concreta, innovativa, sorprendente e di inusitata potenza espressiva. Tutte queste caratteristiche sono racchiuse nella cinematografia rumena del XXI secolo, di cui Mungiu, accanto a quel geniale autarchico di Radu Jude, è l'esponente più nobile. Cinema teso e impegnato, che riflette sulla Romania contemporanea attraverso le vicende di singoli individui costretti a fronteggiare drammatiche scelte morali. Questo nuovo film racconta di una coppia scandinavo-rumena e del progressivo scontro tra le famiglie che vivono in un remoto villaggio norvegese immerso nella natura. Tra gli interpreti, spicca la bravissima Renate Reinsve (classe 1987), attrice prediletta di Joachim Trier, vincitrice del Prix d'interprétation féminine a Cannes 2021 con La persona peggiore del mondo e co-protagonista del "bergmaniano" Sentimental Value, Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes 2025. Quasi certa la presenza sulla croisette.

4. DISCLOSURE DAY (Steven Spielberg): a ottant'anni esatti, Spielberg riavvolge la pellicola della sua carriera e torna alle atmosfere sci-fi dei suoi immortali capolavori del passato, riprendendo il tema dell'alieno con cui ha scritto la storia del cinema e ha influenzato generazioni di altri cineasti. Dopo West Side Story (2021), eccezionale rilettura del leggendario musical di Leonard Bernstein, Stephen Sondheim e Arthur Laurents, già portato sullo schermo in maniera straordinaria da Robert Wise e Jerome Robbins nel 1961, e The Fabelmans (2022), memorabile tuffo nel mondo dei ricordi del regista, Spielberg torna alle origini e (ri)guarda alla fantascienza più pura. "People keep wondering, encountering the unknown": basterebbe questa frase del trailer (clamoroso!) per rimanere a bocca aperta. Con Emily Blunt, Josh O'Connor, Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo e Wyatt Russell. Uscita americana 12 giugno.

3. 1949 (Pawel Pawlikowski): il film si concentra sul rapporto tra lo scrittore Thomas Mann (Hanns Zischler ) e la figlia Erika (Sandra Hüller ). Nel '49, a bordo di una Buick, i due intraprendono un viaggio nella Germania ridotta in macerie: da Francoforte, sotto influenza statunitense, arrivano fino a Weimar, controllata dai sovietici. Regista e sceneggiatore di classe sopraffina, capace di parlare di conflitti universali concentrandosi sull'intimità dei personaggi, il polacco Pawlikowski ha ottenuto successo mondiale di critica e pubblico con i suoi due ultimi, meravigliosi film. A Ida (2013), premio Oscar per il miglior film straniero più un'infinità di altri premi internazionali, è seguito l'ancor più affascinante Cold War (2018), Prix de la mise en scène a Cannes, cinque EFA, Premio Goya come miglior film europeo, miglior film straniero per il National Board of Review più tre nomination agli Oscar (regia, fotografia e film straniero). E in questo nuovo film, basato sul meraviglioso romanzo The Magician (2021) di Colm Tóibín (che è un immaginario racconto biografico della vita di Mann), rimane ancora centrale la Guerra Fredda, vista in ottica geopolitica ma presumibilmente anche in senso metaforico per quanto riguarda i sentimenti. Anche quest'opera, come i due film precedenti del regista, si avvale della fotografia in bianco e nero di Łukasz Żal (La zona d'interesse). L'uscita potrebbe forse slittare al 2027.

2. GLIMPSES OF THE MOON (Francis Ford Coppola): come era solito fare anche negli anni '70 e '80 (principalmente per questioni di budget), il "padrino" della New Hollywood, instancabile sperimentatore nell'indagare il senso delle immagini, nonché riferimento assoluto nella storia del cinema, dopo un monumentale progetto come Megalopolis (2024) si appresta a far venire alla luce un'opera intima e infinitamente più "piccola", secondo un'alternanza che è un tratto distintivo di (quasi) tutta la sua filmografia. Come si fa a scegliere tra Il padrino (1972) e La coversazione (1974)? E vogliamo parlare di quanto conservi un fascino senza pari l'accoppiata uscita back to back costituita da Apocalypse Now (1979) e Un sogno lungo un giorno (1982)? Come non essere estasiati poi di fronte a due titoli usciti consecutivamente come I ragazzi della 56ª strada (1983) e Rusty il selvaggio (1983)? Quella che sta per arrivare, è una commedia romantica musicale, incentrata sull'amore, il sacrificio e le aspettative sociali, che adatta sul grande schermo l'omonimo romanzo di Edith Wharton del 1922, ambientato negli anni '20 tra New York e l'Europa. Girata in Italia, tra Basilicata e Calabria. Il medesimo testo è stato trasposto al cinema anche nel 1923 da Allan Dwan, in un film muto andato però perduto.

1. THE ODYSSEY (Christopher Nolan): Nolan sfida gli dèi in quello che potrebbe essere la sua definitiva consacrazione nell'Olimpo di Hollywood, un tripudio cinematografico che mette insieme avventura, epica e senso dello spettacolo con un dispendio di mezzi senza precedenti. Il gusto analogico per un'impresa old style e la modernità assoluta della tecnologia, il passato e il presente, l'accensione emotiva e il rigore maniacale. Le riprese principali si sono svolte da febbraio ad agosto 2025 in diverse location internazionali, tra cui Marocco, Grecia, Italia, Scozia, Islanda e Sahara Occidentale. Con un budget stimato di 250 milioni di dollari, il film è il più costoso della carriera di Nolan e il primo a essere girato interamente con cineprese IMAX 70mm. Potrebbe essere l'esperienza audiovisiva più incredibile del nuovo anno. Al cinema dal 17 luglio, con tanto di prevendite dei biglietti aperte con più di un anno di anticipo sulla data di uscita.

Davide Dubinelli

Corsi

Sei un appassionato di cinema?
Non perderti i nostri corsi lorem ipsum dolor


Sei un’azienda, un museo o una scuola?
Abbiamo studiato per te lorem ipsum dolor

Con il tuo account puoi:

Votare i tuoi film preferiti

Commentare i film

Proporre una recensione

Acquistare i nostri corsi

Guardare i webinar gratuiti

Personalizzare la tua navigazione

Filtri - Cerca un Film

Attori
Registi
Genere
Paese
Anno
Cancella
Applica