I quattro elementi nel cinema di Pedro Almodóvar
03/07/2026

Il cinema di Pedro Almodóvar ha sempre avuto a che fare, in qualche modo, con i quattro elementi.


L’ARIA è dove si muovono i protagonisti de Gli amanti passeggeri. A bordo di un aereo in avaria, l’equipaggio e i viaggiatori attendono l’autorizzazione per un atterraggio di emergenza. A poco a poco ognuno di loro inizia a confidarsi con gli altri, a rivelare i propri dolori e i propri segreti. La cabina dell’aereo non è più luogo di costrizione ma di libertà, dove non importa più chi sei né da dove vieni. 

Dopo un film crudo e chirurgico come La pelle che abito, Almodóvar stesso aveva bisogno di una pausa di leggerezza, di una boccata (per l’appunto) di aria fresca. Per questo ritorna alle origini, al suo cinema più pazzo e trasgressivo, ma con gli strumenti della maturità. Per poter volare e lasciarsi andare, almeno per un po’.


Il FUOCO, se inteso come quello della passione, attraversa tutta la cinematografia del regista: basterebbe citare La legge del desiderio, Légami, o anche una pellicola come Parla con lei. Ma sono fiamme vere quelle che compaiono in Donne sull’orlo di una crisi di nervi e in The Human Voice con una valenza, più che distruttiva, di rigenerazione. In Mujeres Pepa dà fuoco involontariamente al suo letto, che però è il simbolo di una relazione tossica, quella con Ivan, donnaiolo, seduttore e bugiardo. Una relazione dalla quale Pepa si stacca davvero solo alla fine del film. Tilda Swinton incendia volutamente il suo appartamento e se ne va con il cane, finalmente all’aperto, libera, prendendo le distanze da quel ruolo di amante abbandonata che non è più il suo.


L’ACQUA è a volte simbolo di morte, come in Julieta: il suo compagno, uscito in barca per pescare, muore in una tempesta. Ed è sotto una pioggia battente che in Tutto suo mia madre il giovane Esteban rimane ucciso, investito da un’auto. Più spesso però l’acqua simboleggia la nascita, la maternità, la vita. Carne tremula si apre e si chiude con una nascita.


La TERRA compare in moltissime opere di Almodóvar. In Dolor y Gloria il piccolo Salvador e i genitori vivono letteralmente sottoterra, in una grotta-abitazione a Paterna.

Negli Abbracci spezzati ci sono le terre vulcaniche di Lanzarote, luogo di rifugio e di pace per il regista Mateo e per Lena. Anche in Amarga Navidad Elsa va sull’isola pensando di poter aiutare le amiche Patricia e Natalia, la prima in crisi col marito, la seconda in lutto per la morte di un figlio. Una pace effimera in entrambi i film: i personaggi non potranno sfuggire al loro destino (la morte per Lena, la cecità per Mateo), né alla sofferenza di un tradimento, né al dolore più grande.

Ma più spesso in Almodóvar la terra è il ritorno alle origini, al luogo in cui si è nati. Come nel Fiore del mio segreto e in Volver, dove le protagoniste tornano al paese per ritrovare sé stesse. Per rigenerarsi e poi ripartire, di nuovo. 


Martina Cossia Castiglioni


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