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Il documentario "Memorabilia - Una Storia di Famiglia" di Giovanni Morassutti sta emergendo come un vero e proprio caso culturale, capace di far riaffiorare una memoria sommersa che unisce l'intero Paese. Il film, dopo essere stato presentato in anteprima con grande successo al Catania Film Fest e aver emozionato il pubblico del Visionario di Udine, sta scatenando un'ondata di ricordi che abbraccia le storiche sedi di Roma, Napoli, Genova, Bologna e Mantova, fino a ricongiungersi con le radici in Friuli e Veneto. Al centro dell'opera, il ritorno del regista dalle esperienze all'Actors Studio di New York si intreccia con il recupero della ditta Paolo Morassutti, simbolo di un capitalismo illuminato.
Il valore documentale di questo "risveglio" è garantito da una ricerca meticolosa che attinge ai prestigiosi archivi di Cinema Impresa, della Cineteca del Friuli e dell’AAMOD (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico). Il film svela un "mondo magico" dove il teatro era il collante sociale tra le maestranze: un’eredità che non si è mai interrotta. La Compagnia Stabile Paolo Morassutti, nata all'interno della storica ditta, è infatti tuttora attiva (oggi nota come "Arlecchino Morassutti"), rappresentando un caso rarissimo di resilienza culturale che sopravvive alla fine dell'azienda stessa.
Attraverso nastri d'epoca digitalizzati e interviste agli ex dipendenti, il film restituisce le voci di una comunità che il teatro ha tenuto unita per decenni. Questo modello di umanesimo d’impresa viene contrapposto alla drammatica distruzione del patrimonio umano causata dalle pressioni finanziarie e mafiose degli anni '70 legate a Michele Sindona. "Memorabilia" si pone così come un atto di resistenza: un viaggio che cura le ferite della storia e propone il passato come ispirazione etica per le nuove generazioni, celebrando la riconciliazione finale tra impresa, arte e una memoria collettiva che continua a vivere sul palcoscenico.