Il film IN THE MOOD FOR LOVE, di Wong Kar-wai, anno 2000, è ambientato nella Hong Kong degli anni ‘60.
Capolavoro assoluto della storia del cinema, la pellicola segue le vite intrecciate di due vicini di casa che scoprono che i rispettivi coniugi li tradiscono.
Il primo elemento: l’Acqua
L’acqua è la materia dei sogni e dell’inconscio, il simbolo della morte e rinascita, l’elemento materno, femminile per eccellenza.
Dopo meno di mezzora dall’inizio del film, questo elemento si presenta sotto forma di pioggia, di vapore e di sudore e segna l’inizio della storia della coppia “tradita”.
Piove quando i due scendono dalla loro abitazione per andare a prendere cibo in contenitori verdi, come verde è tutto ciò che li circonda perché verde è il colore della perdita, dell’abbandono.
L’acqua diventa vapore, quello del cibo che vanno a prendere scendendo e risalendo strettissime scale, quasi sfiorandosi, o quello del contenitore del riso che li attrae nella stretta cucina del luogo dove abitano insieme ma in luoghi separati.
L’acqua sotto forma di pioggia torna poi, associata ai due quando decidono di non vedersi più, in quel taxi che ha il colore del verde, dell’abbandono, e il rosso della passione. Si lasciano sotto la pioggia perché non vogliono uno squallido rapporto come quello dei due coniugi che li tradiscono. L’acqua, l’inconscio, li divide, ma anche li unisce perché il loro non-rapporto è un rapporto eterno, un Mai che diventa Per sempre
Il fuoco
La passione, il fuoco della passione torna ripetutamente, da metà film in poi, con il colore rosso delle pareti, i bellissimi abiti rossi di lei e gli interni del ristorante (ancora una volta il cibo) dove i due si raccontano le loro storie.
Il fuoco è quello che arde nelle sigarette di lui spesso accese, quando lo vediamo solo, a pensare, a “innamorarsi”ed e quello, rosso, del colore del rossetto di lei, che lascia sul mozzicone di una sigaretta, segno del suo passaggio( verso la fine del film), e che lui ritrova nel portacenere quando rientra a casa.
L’aria.
La situazione claustrofobica che i due vivono in un luogo stretto, pieno di corridoi, è la metafora del loro rapporto personale, e anche quello di un paese in costante cambiamento, senza certezze,
In questo luogo MANCA L’Aria. Tranne costantemente un ventilatore sempre in quella cucina unico luogo sicuro dei loro incontri.
La terra. La terra come luogo di appartenenza, come home, sia personale sia collettiva di un popolo che è in ricerca di una propria appartenenza storico-politica, aleggia in tutto il film.
Ma ecco il finale, l’aria, che mancava, arriva nella sua pienezza totale. Lui, seguendo la tradizione, va nei sacri luoghi del passato, a raccontare il suo segreto, un Mai che diventerà Per sempre.
Nel cavo di un albero, circondato da esili piante mosse dal vento, sussurra il suo segreto con l’aria emessa dalla sua voce (afflato vitale) ,
sigillandolo Per sempre con la terra, quella vera.
Serena Pasinetti
With the great help of my friends Miriam and Paola