Milano Film Fest 2026: film d'apertura, Concorso lungometraggi e Controcampo
24/05/2026

Cerimonia e film di apertura

Sarà il Piccolo Teatro Strehler a ospitare, giovedì 4 giugno, il taglio del nastro del festival. I riflettori si accenderanno dalle 18.30 sul sagrato di Largo Greppi per il red carpet istituzionale, accompagnato dal party e la musica a cura di Le Cannibale. A seguire, alle ore 19:30, l'evento si sposterà in sala per la cerimonia d'apertura e la presentazione ufficiale della giuria al pubblico.

All’Anteo Palazzo del Cinema, ad aprire ufficialmente il programma cinema del Milano Film Fest con una proiezione speciale, sarà il film documentario Vittorio De Sica – La vita in scena di Francesco Zippel (distribuito in Italia da Fandango), in prima italiana, giovedì 4 giugno alle ore 21.45 (ingresso gratuito). Unico film italiano al 79.mo Festival di Cannes, il documentario ripercorre la vita, l’opera e l’eredità di uno dei più grandi maestri del cinema mondiale attraverso materiali d’archivio inediti, le voci della famiglia De Sica e le testimonianze di artisti e cineasti internazionali come Wes Anderson (anche produttore esecutivo), Isabella Rossellini, Ruben Östlund, Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne, Francis Ford Coppola, Carlo Verdone, Nicola Piovani, Dominique Sanda, Asghar Farhadi, Andrej Zvjagincev, con le musiche di Rodrigo D’Erasmo e Calibro 25. Il film è un ritratto intimo di un autore capace di trasformare l’osservazione del reale in un’emozione universale, rivelando la modernità di uno sguardo che continua a illuminare il cinema.

Presenti in sala per introdurre in film il regista Francesco Zippel e la produttrice Federica Paniccia.

Anche quest'anno longtake ha avuto il piacere e l'onore di curare la selezione dei lungometraggi per le sezioni Concorso e Controcampo.

Concorso lungometraggi

Sono 10 i lungometraggi internazionali in gara per il Miglior Film (premio di 5.000 euro), che saranno valutati dalla Giuria composta dalla presidente Valeria Bruni Tedeschi insieme a Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D’Amico. La selezione ufficiale del Milano Film Fest vuole essere un viaggio attorno al mondo del cinema contemporaneo. Dieci titoli di nove diverse nazioni, tutti in anteprima italiana, che rappresentano spazi oltremodo differenti, ma che sono accomunati dalla convinzione che il cinema possa essere la modalità più efficace e incisiva per esprimere concetti estremamente urgenti, delicati e spesso anche scomodi da raccontare.

In competizione ci sarà To the Victory! di Valentin Vasyanovych (Ucraina, Lituania, 2025), uno dei più importanti registi ucraini contemporanei, noto per titoli come Atlantis e Reflection, entrambi presentati alla Mostra del Cinema di Venezia. Vasyanovych mescola, con questa sua nuova pellicola, documentario e finzione, dramma e commedia, immaginando un'ipotetica e futura Ucraina del dopoguerra dove al centro del racconto c’è un regista in grande difficoltà. Altro autore molto amato dal pubblico dei festival è il portoghese Ivo M. Ferreira - in concorso al Festival di Berlino nel 2016 con Cartas da Guerra - di cui verrà proiettato Projecto Global (Portogallo, Lussemburgo, 2026), ambientato nella Lisbona degli anni Ottanta e con al centro i membri di un gruppo armato che vive in totale clandestinità. Dall’Europa giungono poi due esordi di autrici talentuose e promettenti: dalla Germania Thanks For Nothing di Stella Marie Markert (Germania, 2025), protagoniste quattro ragazze complesse, in bilico tra adolescenza ed età adulta, mentre dalla Francia The Wonderers (Francia, 2025), opera prima di Joséphine Japy con Mélanie Laurent, presentata al Festival di Cannes 2025 e incentrata su una famiglia alle prese con una malattia difficile da accettare. Gli Stati Uniti saranno protagonisti del concorso con Fantasy Life (USA, 2025), una commedia con Amanda Peet, Alessandro Nivola, Jude Hirsch, che segna l’esordio alla regia di Matthew Shear, ma anche con Keep Quiet (USA, 2025), thriller diretto da un grande autore del cinema di genere a stelle e strisce come Vincent Grashaw. Dal Paraguay arriva invece Narciso di Marcelo Martinessi (Paraguay, Brasile, Portogallo, Germania, Spagna, Francia, Uruguay, 2026), potente lungometraggio ambientato alla fine degli anni Cinquanta ai tempi della dittatura, premiato all’ultima Berlinale con il Premio FIPRESCI nella sezione Panorama. Un’opera profondamente politica è anche il film taiwanese Before the Bright Day di Tsao Shih-han (Taiwan, Cina, 2025), ambientato nella Taiwan degli anni Novanta e capace di dare vita a una grande metafora in cui il percorso di crescita di un adolescente porta a un parallelismo tra le sue tensioni private e quelle collettive, nell’incertezza politica del paese. Un forte impegno sociale caratterizza anche un altro sorprendente dramma familiare come Sink (Giordania, Arabia Saudita, Qatar, Francia, 2025), esordio al lungometraggio della regista giordana Zain Duraie, con protagonista l’attrice Clara Khoury, già nota per la sua interpretazione ne La voce di Hind Rajab. Il viaggio proposto dal concorso sarà ben rappresentato dall’ultimo film in selezione: il tunisino Where the Wind Comes From di Amel Guellaty (Tunisia, Francia, 2025), un emozionante lungometraggio in cui l’amicizia tra due ragazzi sarà messa a dura prova da un viaggio che sceglieranno di fare insieme.

Controcampo

Controcampo, la sezione fuori concorso di anteprime internazionali del Milano Film Fest, è composta da 5 titoli pronti a sorprendere e stupire. Tra questi, due lungometraggi italiani, due esordi da segnarsi con grande attenzione: Spacetime Chronicles di Stefano Bertelli, in animazione stop-motion che mescola sogno e realtà con una serie di guizzi artistici davvero notevoli, e Tranquility Base di Lorenzo Pedrotti, con protagonista Fabrizio Ferracane nei panni di un attore disilluso che indaga su un caso di rapimento alieno. La fantascienza è anche protagonista in Crocodile di Pietra Brettkelly e The Critics, una coproduzione tra Nuova Zelanda e Nigeria che racconta una storia (vera) straordinaria, girato nell'arco di 13 anni in uno stile ibrido immersivo (il film ha tra i suoi produttori esecutivi Idris Elba). Spazio al cinema cinese con l’appassionante West Border di Yan Luo, ricco di colpi di scena, inseguimenti e capace di dare un senso estremamente anticonvenzionale e originale al concetto di cinema d’azione. Chiude Redoubt di John Skoog, racconto svedese in piena Guerra Fredda, del contadino Karl-Göran Persson (Denis Lavant), che - sconvolto da un depliant intitolato “Se arriva la guerra” - decide di trasformare la propria casa in un fortino, situazione che lo metterà in conflitto con gli abitanti del villaggio.

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