Overthinking: quattro mosse per interrompere i "film mentali"
02/05/2026

Uscire dal loop dell'overthinking richiede un impegno attivo nella modifica delle abitudini cognitive. Agnese Cannistraci, Psicoterapeuta e Direttrice clinica di Serenis, suggerisce quattro strategie pratiche per fermare i lungometraggi della nostra psiche.

L'iniziativa si inserisce nella cornice della campagna “La tua ansia presenta”, lanciata da Serenis per il mese della consapevolezza sulla salute mentale, che utilizza il linguaggio cinematografico per dare un nome e una forma ai pensieri intrusivi.

Quante volte ci siamo trovati nel cuore della notte a proiettare sul soffitto il film di un fallimento imminente, di un confronto finito male o di una relazione al capolinea? Se la mente fosse una casa di produzione cinematografica, l’ansia ne sarebbe la regista più instancabile, capace di scrivere ogni giorno sceneggiature catastrofiche con dovizia di particolari.

Proprio per dare un nome e una forma a queste proiezioni, Serenis, centro medico digitale per il benessere mentale e fisico, lancia, in occasione del mese della consapevolezza sulla salute mentale (maggio), la campagna “La tua ansia presenta”. L'iniziativa trasforma il rimuginio in un’esperienza cinematografica reale: dai trailer nei circuiti UCI Cinemas e The Space Cinema in tutta Italia, fino a 1.000 locandine tra le strade di Milano con titoli come “Andrà tutto male”, “Non sono all’altezza” o “Prima o poi mi lascia”.

L'overthinking: quando la mente resta bloccata in un loop

L’obiettivo della campagna è accendere i riflettori sull’overthinking o rimuginio, un meccanismo mentale caratterizzato da loop riflessivi ripetitivi e paralizzanti. A differenza della riflessione costruttiva, il rimuginio consuma energie senza condurre a soluzioni, alimentando la convinzione che gli scenari drammatici immaginati siano inevitabili.

4 strategie per interrompere i "film mentali"

Uscire dal loop dell’overthinking richiede un impegno attivo nel modificare le proprie abitudini cognitive. Agnese Cannistraci, Psicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis, suggerisce quattro pratiche strategie:

Identificare il genere narrativo: sviluppare consapevolezza è il primo passo. Riconoscere che la mente sta orchestrando un "film catastrofico" permette di etichettare il pensiero come un prodotto dell'ansia, favorendo il distanziamento cognitivo;

Tecniche di interruzione dello stimolo: quando il pensiero diventa ossessivo, può essere utile interrompere il flusso attraverso un cambiamento fisico dell'ambiente o focalizzando l'attenzione su stimoli sensoriali immediati (vista, tatto), favorendo il radicamento nel presente. Un esercizio pratico molto efficace è la "tecnica del 5-4-3-2-1": consiste nel fermarsi e nominare 5 cose che si vedono intorno a sé, 4 cose che si possono toccare, 3 suoni che si sentono, 2 odori che si percepiscono e 1 cosa che si può gustare. Questo sposta l'attenzione dai "film interni" alla realtà esterna e tangibile;

Delimitazione temporale: una tecnica efficace che consiste nel dedicare un lasso di tempo limitato e prestabilito durante la giornata all'analisi delle proprie preoccupazioni. Qualora i pensieri dovessero ripresentarsi al di fuori di tale finestra, l'indicazione è di annotarli su un diario e rimandare il pensiero al momento opportuno;

Orientamento alla risoluzione pratica: è fondamentale distinguere tra problemi concreti e pensieri intrusivi. Qualora non sia possibile intraprendere un'azione concreta e immediata per risolvere una situazione, il pensiero associato va considerato come mero rumore di fondo. Invece di tentare di risolvere scenari ipotetici o incontrollabili, l'obiettivo diventa l'accettazione del pensiero come un prodotto dell'ansia, privandolo del potere di paralizzare il presente.

L’ansia tende a comportarsi come una regista che predilige i toni drammatici, spingendoci a visualizzare scenari distorti che finiamo per scambiare per realtà inevitabili” - spiega Agnese Cannistraci, Psicologa, Psicoterapeuta e Direttrice clinica in Serenis.La campagna ci ricorda che, sebbene non possiamo impedire alla nostra mente di produrre queste proiezioni, possiamo sempre scegliere di non restare spettatori passivi. Riconoscere il meccanismo del rimuginio è il primo passo per distaccarsi dalla narrazione dell'ansia e, con l’aiuto di un professionista, iniziare a scriverne un finale diverso.”

Serenis

Serenis è una piattaforma digitale e un centro medico autorizzato. Oggi offre percorsi di psicoterapia, psichiatria, nutrizione, coaching e supporto psicologico, medicina generale tutti online, insieme a oltre 3000 professionisti selezionati e specializzati (psicoterapeuti, nutrizionisti, medici). Lo fa con una missione: rendere più accessibile il benessere fisico e mentale affrontando gli ostacoli economici, tecnologici, sociali e culturali che allontanano le persone dal ricevere aiuto. Attraverso l’app è possibile gestire per intero il proprio percorso, dalla prenotazione delle singole visite, alla chat con il proprio professionista, fino a servizi come il journaling, piani nutrizionali personalizzati, il dossier sanitario.

https://www.serenis.it/

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