Prima de Gli uccelli di Alfred Hitchcock c'erano Gli uccelli di Frank Baker
22/02/2026

GLI UCCELLI di Frank BAKER

L’antesignano disconosciuto da Hitchcock finora inedito in Italia

TERZA EDIZIONE MONDIALE

(1936, The Birds)

Traduzione di Federico Cenci e Lucrezia Pei

Prefazione di Riccardo Nuziale


Dal 6 marzo 2026 in libreria

Ma gli uccelli, loro non erano altro che un abominio

Schierati in fitti ranghi sui gradoni, non facevano altro che stare lì immobili a osservare la gente che li studiava, con un’in­tensità quasi critica, come se ci studiassero a loro volta. In effetti, più stavo a guardarli, più avevo l’impressione che fossimo noi, e non gli uccelli, a essere fuori luogo nella città. Non mostravano segni di aggressività, ma neppure di timidezza. Di tanto in tanto lanciavano un cinguettio e arruffavano le penne; per il resto rimanevano in silenzio.

Sinossi

Londra, agosto 1935. Pur fiaccata da una canicola inconsueta, la metropoli non si ferma: lampeggiano le insegne al neon, fumano le ciminiere; sfrecciano i treni della subway, gli autobus a due piani, i tram, i taxi, le vetture; gli strilloni dei giornali informano sulla crisi tra il Regno Unito e la Società delle Nazioni, mentre gli impiegati della City raggiungono gli uffici e attendono il loro turno davanti agli ascensori per ritrovarsi, dopo il lavoro, nei pub, nelle piscine comunali, nelle biblioteche pubbliche o in fila davanti alle cabine telefoniche; nei campi di cricket e di tennis, si giocano lunghe partite; a nord, dentro il vittoriano Alexandra Palace, ingegneri sono impegnati a sperimentare un nuovo apparecchio chiamato “televisione” che permetterà di assistere a eventi che si svolgono da tutt’altra parte.

Ed ecco che d’improvviso su questo turbinio di avanzata civiltà e rodata alienazione, plana una nube smisurata che quasi oscura il sole. È uno stormo di uccelli cinguettanti e dal piumaggio vivace che gradualmente si sparpaglia tra le zone di Westminster e la vecchia City sistemandosi sui mastodontici leoni di Trafalgare Square, sopra le colonne della National Gallery, sui cornicioni della Banca d’Inghilterra, sui tetti delle Inns of Court.

Mentre tutto si muove, i volatili sembrano quieti osservatori. Ma la curiosità e il divertimento con cui inizialmente sono accolti scompaiono quando, importunati, si abbandonano a episodi di terrificante violenza. E comincia l’orrore. Chi sono queste creature spaventose? Da dove vengono? Perché sono arrivate? E quando se ne andranno? Sono il frutto di un aberrante errore di Madre Natura o appartengono a ignote dimensioni della realtà? Non esistono risposte, e solo una cosa è certa: nessuno ha idea di cosa fare per scacciarli.

Il romanzo, il racconto, il film

Il romanzo Gli uccelli dello scrittore londinese Frank Baker venne pubblicato, con scarso successo, per la prima volta in Inghilterra nel 1936. L’editore era Peter Llewelyn Davies e tra i redattori allora in forza nella casa editrice pare assai plausibile ci fosse anche sua cugina di primo grado, Daphne du Maurier (Londra, 1907-Par, 1989), la futura autrice del racconto Gli uccelli del 1952, che avrebbero ispirato Gli uccelli di Alfred Hitchcock (Londra, 1899-Los Angeles, 1980) del 1963, una delle pellicole più terrorizzanti di sempre.

Quando, nel 1962, Baker seppe della realizzazione del film sulla base del racconto, volle leggerlo e trasecolò per le somiglianze riscontrate con il suo ben anteriore romanzo. Du Maurier non poteva non averlo letto, sicché lui era pronto a procedere per vie legali. Baker scrisse di suo pugno sia all’autrice che al regista, che si guardarono dal rispondergli. In seguito, sconsigliato dagli avvocati, si risolse a desistere dall’intentare una causa per plagio.

Eppure, le corrispondenze tra le opere restano, e alla fine rimangono ancora più impresse quelle tra il libro di Baker e il film.

Il romanzo e il film

Per esempio, la presenza della cabina telefonica quale luogo iconico – di attacco per Baker – che vi fa svolgere la prima aggressione di un uccello ai danni di un’anziana donna; di rifugio per Hitchcock –, che vi fa riparare Melanie, la protagonista femminile del film, sottraendola ai flagelli dell’aria.

E che dire dell’attaccamento alla figura materna che accomuna il narratore senza nome del romanzo di Baker a Mitch Brenner, il protagonista maschile del film.

Come non notare, poi, che le donne amate dai due personaggi maschili, del romanzo e del film, sono entrambe forestiere – Olga Mironovna è una espatriata russa a Londra, Melanie Daniels è una cittadina di San Francisco di passaggio al villaggio di Bodega Bay.

Sia Gli uccelli di Baker sia Gli uccelli di Hitchcock si concludono, inoltre, con una drammatica fuga in auto dopo l’ultimo e più cruento attacco da parte dei sinistri invasori.

E di spettacolarità scenografica può senz’altro parlarsi riferendosi allo showdown finale del romanzo all’interno di una location di inarrivabile suggestione quale è la gigantesca cattedrale di San Paolo a Londra. Baker è assolutamente magistrale nella descrizione di tutti gli assalti degli uccelli contro gli uomini, sia una lotta one-to-one sia l’offensiva di migliaia di feroci pennuti su una folla di persone.

La spiccata sensibilità visiva che sprigiona dal libro si deve all’occhio cinematografico che Baker aveva affinato come spettatore di moltissimi film, a cominciare da quelli muti: la settima arte non plasmò soltanto Hitchcock, come sottolinea, nella notevole introduzione all’ultima edizione di lingua inglese, lo studioso australiano Ken Mogg.

Un romanzo a più facce

Gli uccelli di Frank Baker è un affresco superbo della città di Londra, ritratta in tutta la sua tentacolarità – dai monumenti più simbolici del centro ai sobborghi residenziali, passando per London Bridge e Hyde Park, Una Londra plumbea e colma di presagi di guerra ma che tuttavia stilla progressi tecnologici da ogni angolo. Eppure, i segni dell’avanzamento della modernità nulla possono di fronte alla ribellione della natura, e la cattiva coscienza dell’umanità è destinata a soccombere.

È, altresì, un’avvincente narrazione thriller dove la paura di una minaccia esterna si inserisce in un quadro fortemente realista e, al contempo, un dramma dell’anima, poiché l’angoscia del narratore è determinata anche da una macerazione più intima, quella di un giovane uomo che sta ancora cercando di definire la propria identità sentimentale, sessuale, professionale.

Con le sue venature apocalittiche, psicologiche e allegoriche, il libro costituisce un’indubbia e luminosa sollecitazione sopraggiunta a vedere o rivedere il film di Hitchcock, al di là di qualsivoglia debito, richiamo o coincidenza.

Edizione italiana

Questa di Cliquot è la prima traduzione in lingua italiana, basata sul testo rivisitato e corretto dall’autore che, rimasto a lungo inedito, è stato pubblicato postumo nel 2013 dall’editore americano Valancourt Books.

Si tratta dell’unica edizione non anglofona attualmente in commercio, poiché quella in lingua portoghese-brasiliana del 2016 è da tempo fuori catalogo.

HANNO DETTO:

«…grande merito di Baker è quello di aver saputo resistere alla deleteria tentazione di dare spiegazioni al proprio affresco: i Demoni interiori possono solo essere vissuti.» (Riccardo Nuziale, prefazione alla prima edizione italiana del 2026)

«Gli uccelli di Frank Baker è sia un thriller di tensione di fattura finissima, che potrebbe dare qualche dritta persino ad Alfred Hitchcock, sia una vivida ricostruzione della Londra prima della guerra.» (Kenn Mogg, introduzione alla seconda edizione inglese del 2013)

«Le fantasie di Frank Baker offrono un rifugio di sicuro godimento.» (The New York Times)

L’AUTORE

Scrittore dalla propensione fantastica, Frank Baker (Londra 1908-1983) pubblicò quindici romanzi fra gli anni Trenta e Sessanta, a lungo dimenticati e oggi in via di riscoperta. Da giovanissimo trovò impiego nel settore delle assicurazioni marittime nella City di Londra, mentre in seguito lavorò come organista di chiesa.

Entrambe le esperienze confluirono nel romanzo Gli uccelli (The Birds, 1936), che sebbene alla pubblicazione vendette solo trecento copie, fu in parte rivalutato dopo l’uscita del celebre film omonimo di Alfred Hitchcock nel 1963. Nondimeno, l’opera che diede maggiore notorietà all’autore fu Miss Hargreaves (1940). Negli ultimi due decenni della sua vita, Baker si dedicò alla saggistica e a scrivere testi per la televisione. Nel 1968, uscì la sua autobiografia I Follow But Myself.

http://www.frankbaker.co.uk/

https://www.cliquot.it/

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