Riceviamo e con piacere condividiamo il pressbook di Storia di un riscatto di Stefano Odoardi, film uscito nelle sale lo scorso 15 ottobre.
Ambientato negli anni 90, racconta la storia del sequestro più lungo dell’Anonima Sequestri, quello di Giuseppe Vinci, la cui catena di supermercati di famiglia era diffusa in tutta la Sardegna. Il padre di Giuseppe, Lucio Vinci, nonostante il blocco dei beni da parte del governo italiano, è disposto a tutto pur di riportarlo a casa. Dopo 310 giorni di prigionia Giuseppe viene rilasciato dietro pagamento di un riscatto. Il film si concentra sulle diverse fasi del rapimento di Giuseppe e sull’incomprensibile ambivalenza del governo italiano. La famiglia fu persino costretta a pagare le tasse sul riscatto di 4 miliardi e 250 milioni di vecchie lire, provocando la chiusura della loro attività.
NOTE
Storia di un Riscatto si basa su una storia realmente accaduta nel 1994 in Sardegna: il rapimento di Giuseppe Vinci da parte dell’Anonima Sequestri, la cui famiglia aveva creato un’importante realtà imprenditoriale, la catena di Supermercati Vinci, in un territorio economicamente debole come la Sardegna. Giuseppe Vinci fu tenuto rinchiuso in una “bara” di compensato lunga 190 cm, larga 180 cm e alta 190 cm per 310 giorni, il sequestro più lungo mai organizzato dall’Anonima. Un’esperienza che segnò profondamente la sua vita. Il sequestro Vinci segnò una svolta storica: per la prima volta la popolazione sarda reagì con decisione contro l’organizzazione criminale, guidata dalle mobilitazioni promosse da Sharon, la moglie venezuelana di Giuseppe. Il film nasce anche da un legame personale: il rapito e la sua famiglia sono parenti di Stefano Odoardi, sceneggiatore e regista dell’opera. Ad oggi, nessun altro lavoro ha affrontato in maniera così approfondita e dettagliata la stagione dei sequestri di persona in Sardegna, con la totale collaborazione del sequestrato e della famiglia, contribuendo a una profonda riflessione sociopolitica - con sguardo critico e umano - su uno dei momenti più bui della storia italiana recente. È significativo sottolineare che Giuseppe Vinci, nel film interpreta sé stesso nel presente, ma anche il ruolo del padre negli anni ’90, impegnato disperatamente a liberare il figlio. Un doppio livello narrativo che diventa un percorso interiore di liberazione personale attraverso il linguaggio cinematografico.
NOTE DI REGIA
Storia di un Riscatto è un film che io considero “Antropologico”. E il risultato di una ricostruzione minuziosa e dettagliata dei fatti realmente accaduti durante la prigionia di Giuseppe Vinci. Il mio desiderio è che questo film possa contribuire al riscatto di un uomo, Giuseppe Vinci, che io considero un moderno eroe, e che possa affermare e difendere con determinazione l’inestimabile valore della libertà.
BIOFILMOGRAFIA DEL REGISTA
Regista, sceneggiatore, produttore e artista visivo, Stefano Odoardi inizia la sua carriera nel mondo dell'arte visiva per poi dedicarsi prevalentemente al cinema dal 1999. Ottiene un master in Teatro e Arti performative ad Amsterdam (DasArts), perfeziona i suoi studi cinematografici al Binger Film Lab. Gira diversi cortometraggi e lungometraggi premiati in diversi festival internazionali. La critica italiana e internazionale si è spesso occupata del suo cinema. Il suo primo lungometraggio è Una ballata bianca del 2007. Nel 2010 ha girato un film per la TV nazionale olandese dal titolo Tunnel Vision. Del 2014 è il lungometraggio Mancanza-Inferno, primo capitolo della “Trilogia Mancanza”, seguito da Mancanza-Purgatorio (2016) e Mancanza-Paradiso, quest'ultimo in fase di produzione. Nel 2022 gira il lungometraggio Dark Matter distribuito nelle sale italiane nel 2023. Come artista visivo nel 2018 ha esposto le fotografie realizzate per Mancanza - Paradiso all’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam e nel 2019 all’ECI Cuulturfabriek di Roermond (Olanda). Si segnalano vari riconoscimenti con all’attivo una serie di mostre personali con suoi disegni, acquerelli e fotografie, oltre alla partecipazione alla Biennale Arte e Biennale Musica di Venezia, alla Triennale di Milano e ai Musei Civici di Cagliari.