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Alexandre Desplat loda The French Dispatch di Wes Anderson e lo paragona al dadaismo
The French Dispatch, il nuovo film di Wes Anderson ambientato in una città francese immaginaria e descritto come "un atto d'amore al giornalismo", è al momento congelato a causa dell'epidemia in corso, che gli ha impedito di avere la sua prima mondiale nell'edizione 2020, ormai cancellata, del Festival di Cannes. 

Il compositore francese Alexandre Desplat, amico e collaboratore del cineasta texano (la loro sinergia creativa si è rinnovata anche per The French Dispatch), ha però già avuto modo di vedere il film e ha condiviso le sue impressioni. 

«Ho visto la versione finale diThe French Dispatch un po' di tempo fa, ed è semplicemente fantastico - ha detto Desplat -, È così incredibilmente forte e diverso...il modo in cui Wes sta espandendo i suoi talenti verso nuove dimensioni con ogni film che fa è semplicemente "wow". Questo film è incredibile. È bellissimo. È divertente, è pazzo, è tutto...Altre storie, luoghi diversi e tante idee in ogni fotogramma Così tante! Il cervello di Wes sta andando davvero veloce. Non mentirò: l'idea di un film di Wes Anderson realizzato dal cervello di Anderson su un avanzamento veloce (della mente, ndr) sarebbe intrigante».

Nel supercast del film, com'è noto, figurano Benicio del Toro, Adrien Brody, Tilda Swinton, Léa Seydoux, Frances McDormand, Timothée Chalamet, Lyna Khoudri, Jeffrey Wright, Mathieu Amalric, Stephen Park, Bill Murray e Owen Wilson, solo per citarne alcuni.

«Avevo Claude Debussy, Erik Satie e molta musica cui potevo fare riferimento per assicurarmi di trovarci nella zona dell'umore dadaista», ha continuato Desplat, paragonando The French Dispatch al movimento artisto del dadaismo, tra i più influenti del XX secolo. 

Desplat è stato impegnato di recente anche sulla nuova versione musical e in stop-motion di Pinocchio firmata da Guillermo del Toro, con il coinvolgimento di attori come Ewan McGregor, Christoph Waltz e Tilda Swinton: «Guillermo è molto entusiasta del progetto e ciò che ho visto dell'animazione in stop-motion è semplicemente meraviglioso. Ma per me è stato davvero bello poter scrivere canzoni per lui. Ho scritto molte canzoni in Francia tra il 1985 e il 2004 quando ho iniziato a fare film in America, ma dopo non ho mai avuto l'opportunità. Si tratta quindi di un grande film per me perché c'erano sette o otto canzoni da scrivere, è molto difficile, ma aiuta quando hai attori che sanno cantare».

Fonte: Collider (via Indiewire)
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