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FESCAAAL 31 – Il racconto della quarta giornata: un percorso nella quotidianità della vita
La quarta giornata è stata l’occasione per rivedere (o vedere per la prima volta, nel caso ve li foste persi) Système K di Renaud Barret e La guerrà che verrà di Marco Pasquini, entrambi film che, nonostante siano presenti in sezioni diverse, ragionano sulla quotidianità della vita: l’uno si concentra su quella congolese attraverso il filtro dell’espressione artistica, l’altro su quella delle zone di guerra siriane.


SYSTÈME K

La prima replica della giornata è Système K (2019) di Renaud Barret. Il film, stavolta proiettato separatamente dalla discussione sul futuro delle industrie culturali in Africa alla quale era stata collegata, riflette sulla vita degli artisti che popolano Kinshasa. Dal lavoro di Freddy Tsimba, le cui opere hanno già ottenuto riconoscimenti internazionali, a Géraldine Tobe che dipinge usando il fumo, passando per Béni Baras che vive da senzatetto, il duo Flory - Junior, Yas, Majestik, Strombo o il gruppo Kokoko! (che ha anche composto la musica del film), emerge tutta l’eccezionalità e vitalità della nuova generazione di artisti della capitale del Congo. Essi creano direttamente sulle strade della loro città, riutilizzando oggetti di consumo di massa che non possono permettersi o utilizzando i propri corpi come canali diretti della loro espressione. L’arte si fa portavoce dell’urgenza principale dei cittadini, la sopravvivenza.