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Halloween: 40 grandi registi consigliano i loro film horror preferiti

Quest’anno festeggiare Halloween sarà complesso: tra cinema chiusi e feste vietate, la sera del 31 Ottobre molti rimarranno a casa...magari godendosi un bel film horror.

A tal proposito, IndieWire ha chiesto a 40 registi quale sia il loro film dell'orrore preferito: perché non prendere spunto proprio da loro per vivere la notte delle streghe nel modo migliore?

 




Wes Anderson: Rosemary’s Baby
Il regista di Grand Budapest Hotel descrive il film di Polanski così: “ha sempre avuto una grande influenza su di me ed è da sempre uno dei miei preferiti. La performance di Mia Farrow è grande ed ho anche letto la straordinaria sceneggiatura”.

Natalie Erika James: Ringu

Il film possiede quell'empatico senso del pericolo tipico degli altri film giapponesi”.

Mike Flanagan: February – L’innocenza del male
Flanagan loda le performance all’interno del film di Oz Perkins e nota come l’opera tocchi lati inesplorati nelle storie di possessioni demoniache.




 


Bong Joon Ho: Misommar
Il regista coreano fresco vincitore del premio Oscar sceglie il discusso film di Ari Aster: “Il film va oltre i simboli del genere per consegnare un vero e profondo orrore. Un orrore primordiale e inevitabile. Per sopravvivere a quest’horror travolgente siamo costretti a fare una magia verso noi stessi: speriamo che i raccapriccianti momenti a cui abbiamo testimoniato siano solo ‘uno sguardo neutrale su un incidente, come un innocuo quadro formato da adorabili creature’”.

Osgood Perkins: The Strangers
Il figlio del celebre protagonista di Psycho sceglie il film del 2008 diretto da Bryan Bertino.

Robert Eggers: Nosferatu.
“Oggi sarebbe un horror indie, è uno dei più grandi e spaventosi film mai realizzati. Le nuove versioni a colori sono degne di nota ma preferisco la versione in bianco e nero, quella sudicia versione possiede un inquietante mistero che ha aiutato a creare il mito che vuole Max Shreck come un vero vampiro”.






Josephine Decker: Suspiria di Luca Guadagino
“La sua danza è politica, dopo mesi non riesco a smettere di pensarci come in ogni film che che non ‘finisce’ quando finisce”.

Guillermo del Toro: Occhi senza volto
"La protagonista è come una sorta di Audrey Hepburn non-morta. Mi ha influenzato molto nel contrasto tra la bellezza e la brutalità”.

Quentin Tarantino: Audition
Tarantino cita il film di Takashi Miike del 1999 come uno dei suoi preferiti in assoluto, definendolo “un vero capolavoro”.

Martin Scorsese: Suspense
Il film di Jack Clayton è conosciuto per essere uno dei film horror più spaventosi di sempre e Scorsese è completamente d’accordo descrivendo il film come “perfettamente realizzato e recitato e davvero spaventoso”.

Edgar Wright: Incubi notturni
“Un classico inglese, quattro fiabe raccontate da quattro estranei misteriosi riuniti in una stanza, ognuna estremamente inquietante".

David Lowery: Hereditary
“Il debutto di Ari Aster è uno dei film più spaventosi che abbia mai visto. Quando l’ho visto ho dormito con le luci accese, mi sono chiesto se il film fosse troppo brutale”.

Jordan Peele: Misery non deve morire
Il regista di Scappa – Get out e Noi lo descrive così: “è un film in cui la paura vive nella recitazione, nella sceneggiatura e nei dialoghi, amo questo tipo di tecnica”.




 


Jennifer Kent: Non aprite quella porta
“Ci dice qualcosa di profondo sull’umanità. È un film geniale, per me descrive come si devono sentire gli animali al macello”

Luca Guadagnino: La mosca
“Per me l’orrore nel film è che alla fine il pubblico si rende conto che i personaggi di Jeff Goldblum e Geena Davis si amano ma non staranno mai insieme. L’orrore che racconta il film è l’impossibilità di amore tra i due”.

Sam Raimi: La notte dei morti viventi
Il regista racconta come il capolavoro di George Romero lo abbia terrorizzato: “Gridavo pregando mia sorella di riportarmi a casa, non avevo mai visto un horror come quello in vita mia. Non avevo mai visto un horror in bianco e nero al cinema, sembrava un docu-film: non c’era nulla di hollywoodiano”.

Anna Biller: L’occhio che uccide
“Il film racconta il feticismo dell’atto di filmare, quanto sia inquietante mettere in posa dei corpi e tirarne fuori crude emozioni”.

Christopher Nolan: Alien
“Come Blade Runner, il film di Scott mi ha sorpreso creando straordinari ed immersivi mondi”

Andy Muschietti: Il buio si avvicina
“Non ho mai visto nulla di simile, c’è anche molto dark humor, il modo in cui i vampiri giocano con le loro vittime è terrificante”.




 


James Wan: The Others
Il regista di Saw e Insidious loda il film per la sua fotografia e per il suo essere una delle migliori storie di fantasmi dallo stile vittoriano.

Ana Lily Amirpour: Antichrist
La regista di A Girls Walks Home Alone at Night cita il film di Von Trier come uno dei suoi preferiti di sempre e di come la scena del corvo colpito da Dafoe le abbia ricordato un suo incubo.

Bo Burnham: Raw
“L’ho visto tre volte, non potevo credere al fatto che fosse un film d’esordio. Ti fa sentire manipolato, come se fossi nelle mani di qualcuno che ha il pieno controllo di te”.

Eli Roth: Creepshow
“Un grande cast, una sceneggiatura incredibile, grandi effetti di makeup e molto diverimento. Inoltre essendo un film a episodi se non sei coinvolto da una storia quella successiva comincia dieci minuti dopo”.

Ben Wheatley: Eraserhead
“Il signore dei film di mezzanotte. Parla direttamente al bambino dentro di me, ai miei incubi di quando avevo 7 anni. È un’esperienza cinematografica unica“.






William Friedkin: Funny Games di Michael Haneke
“E' il tipo di storia che leggiamo sui giornali ogni giorno, c’è la possibilità che possa capitare davvero”.

James Gunn: Green Room
Il regista de I guardiani della galassia pone questo film al sesto posto tra i suoi horror preferiti. Il film racconta la storia di un leader di una band Punk perseguitato da dei neo nazisti.

Coralie Fargeat: I saw the devil
“Le scene di sangue sono cosiì eccessive da diventare poetiche. Sono molto interessata quando il sangue diventa qualcosa di così barocco”.

Gaspar Noé: Un chien Andalou
“La scena di apertura del film, in cui Bunuel taglia l’occhio di una donna, è così scioccante che desidererei vedere la reazione del pubblico di allora. Sono sicuro che non ci sia nessuna scena che abbia scioccato così tanto nella storia del cinema”.

John Carpenterer: L’esorcista
Il regista americano cita il classico di Friedkin lodandolo per la sua capacità di rompere dei taboo ben precisi.

Karyn Kusama: Habit
"Il film ha delle tematiche simili a The addiction ed è un sudicio e vivido ritratto di una vita fuori controllo. Quando è uscito sono rimasto colpito dai due fili narrativi”.

Nia DiCosta: Under the Skin
“Incredibilmente disturbante, non ho mai visto nulla di simile”.

Patrick Brice: Allucinazione perversa
“Ci sono momenti nel film in cui mi chiedo come Adrian Lyne li abbia realizzati, ed è il suo unico film horror!”

André Øverdal: Poltergeist
“Il film riesce a raccontare molto bene i personaggi e a fargli volere bene molto velocemente, inoltre la storia è raccontata con grande senso dell’umorismo”.

Tim Burton: The Wicker Man
“E' come un sogno oscuro, è uno dei quei film che guardo di continuo poiché ipnotico, tutti gli elementi del film sono bizzarri.”

Pedro Almodovar: Rapture
“Questo è uno di quei film maledetti che nessuno ha visto all’epoca ma che oggi è un classico moderno. Alcuni degli attori nel film compaiono nei miei lavori degli anni ’80”.






Jim Jarmusch: American Psycho
“Penso che il film sia attualissimo, tutte le performance sono ottime, soprattutto quella di Christian Bale”.

Ti West: Shining
“E' il primo film del genere che ho visto da bambino, mi ha traumatizzato. Non è solo un film horror ma è un film su un alcolizzato che odia la sua famiglia”.

Rob Zombie: 28 giorni dopo
“Tutti in quel periodo riprendevano l’estetica di George Romero, questo film ha portato una nuova estetica all’interno del genere”.

Julia Ducournau: Inseparabili
“Questo è il tipo di film che mi ha ispirato e che cerco di portare avanti anche io, è come una tragedia greca".

Peter Strickland: Climax
“Sono un fan di Noé, ma quando ho visto questo film non ero pronto…”


 


Fonte: IndieWire

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