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I film che Paul Schrader sta rivedendo con la figlia in questo periodo
Paul Schrader, il regista di American Gigolò e lo sceneggiatore di Taxi Driver, sta approfittando del confinamento per rivedere i classici del cinema con sua figlia.

Molto attivo sui social network, Paul Schrader ama condividere i suoi gusti cinematografici e ogni sera mostra alla figlia uno dei film che hanno forgiato la sua formazione cinefila. Tra di essi: Viaggio a Tokyo di Yasujiro Ozu del 1953, capolavoro assoluto del cinema giapponese, Il maschio e la femmina di Jean-Luc Godard (1966), studio sulla gioventù degli anni sessanta con Jean-Pierre Léaud e Chantal Goya, Sadismo di Donald Cammell e Nicolas Roeg (1970) con Mick Jagger nei panni di una rockstar decadente, e Deserto rosso di Michelangelo Antonioni (1964), sublime vagabondaggio di una donna disorientata, incarnata dalla sua musa Monica Vitti.

Tra le opere scelte da Schrader anche Fiori di carta di e con Guru Dutt (1959), primo film indiano in Cinemascope e ultimo del suo autore, annientato dal fallimento che ne derivò, fine dell'età d'oro del cinema indiano. Il regista ha anche riscoperto Persona di Ingmar Bergman (1966), il geniale film sperimentale di Ingmar Bergman che nelle personali graduatorie di Schrader avrebbe scalzato persino Pickpocket di Robert Bresson, da sempre unanimemente considerato uno dei film che lo hanno maggiormente ispirato a livello figurativo e non solo. 

Fonte: Première 

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