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Pablo Larraín: «Con Spencer volevo fare un film che potesse piacere a mia madre»

Pablo Larraín è tornato al Lido a due anni dalla presentazione di Ema e ha portato il suo nuovo lungometraggio, il terzo (anti)biopic della sua carriera.

Insieme alla sua protagonista, Kristen Stewart, il regista cileno ha svelato alla stampa alcuni dettagli su Spencer, film dedicato alla figura di Lady Diana.

La domanda che sorge spontanea è ovviamente “Perché fare un film su Diana?”
«Ci sono diverse ragioni» ha spiegato Larraín. «Volevo girare un film che potesse piacere a mia madre, dal momento che ne ho fatti così tanti che non le piacciono. Volevo fare un film che si concentrasse su quello che una persona come mia mamma vedeva nella figura di Diana. Era un’icona di bellezza ma era anche una madre e una persona che è stata capace di creare empatia in modo unico. Ero curioso di sapere perché una donna come lei, in una situazione così privilegiata, riusciva a essere normale, ordinaria. Più la guardavo, più capivo che era una persona piena di mistero e magnetismo, ottimo materiale per un film. E Kristen è stata capace di rappresentare queste caratteristiche».




La scelta di narrare solo tre giorni della vita di Diana deriva da un interesse del regista per la rappresentazione delle persone nei momenti di crisi. «Volevamo creare una favola con una struttura diversa. Raccontiamo favole per dare una prospettiva di ottimismo. Qui abbiamo una principessa che non vuole essere una regina perché vuole essere se stessa. La sua identità si vede in modo bellissimo in questi pochi giorni. E ci ha dato anche la possibilità di usare un solo spazio fisico e di utilizzarlo come una metafora: la casa è molto grande e organizzata, e Diana è intrappolata nella magione e nelle ruote della tradizione».




Un altro elemento interessante del film è la presenza spettrale di Anna Bolena. Il regista, senza spiegare in modo dettagliato la sua scelta, dal momento che le sequenze con la regina sono al cuore del film, ha affermato di aver voluto riflettere sul modo in cui la Storia si ripete: «Ciò che aveva catturato l’attenzione delle persone nei riguardi di Diana era la possibilità di vedere una favola avverarsi. Lei era una giovane donna ed era stata scelta da un principe per diventare la sua regina. Questo però non è accaduto, ma penso sia ciò che ha interessato il pubblico alla storia di Diana: quando l’abbiamo vista in abito da sposa, abbiamo desiderato che la sua fiaba diventasse realtà. Ma la vita non è una favola e la realtà è spesso macabra; ecco perché il film ha tinte gotiche e grottesche».

Kristen Stewart, parlando dell'opportunità di interpretare un’icona di tale portata, ha affermato di essersi sentita incredibilmente libera, soprattutto dal punto di vista fisico, e di essersi lasciata molto andare, abitando lo spazio creato, giorno dopo giorno, dal regista. 

«Il film non dà nuove informazioni e non cerca di dare un’interpretazione. Immagina i sentimenti di Diana, senza essere cronicistico. La mia impressione è che Diana volesse collegare le persone e credo che in questo film si cerchi proprio di gettare dei ponti».


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