La locandina del film "American Beauty"
Una scena di "American Beauty"

Depresso e in preda a una crisi di mezza età, Lester (Kevin Spacey) conduce una avvilente quotidianità borghese nella provincia americana, condividendo il proprio grigiore con la frustrata moglie Carolyn (Annette Bening) e l'insofferente figlia sedicenne Jane (Thora Birch). L'incontro con la giovanissima Angela (Mena Suvari), amica di Jane, risveglierà in lui pericolosi istinti repressi che sconvolgeranno la sua famiglia e i nuovi vicini di casa: l'autoritario colonnello Fitts (Chris Cooper) e suo figlio Ricky (Wes Bentley).

Esordio alla regia del britannico Sam Mendes (classe 1965), il quale è riuscito a imporsi come un autore personale in grado di inserirsi tra cinema d'autore ed esigenze più commerciali delle grandi major hollywoodiane. Partendo dalle istanze radicali di una delle pellicole americane più importanti del decennio, Happiness (1998) di Todd Solondz, il film propone un impianto classico aggiornato alla contemporaneità che, muovendo dalla condizione di prigionia di ciascuno dei personaggi, intrappolati in ruoli a cui non si sentono di appartenere, esplora il territorio della trascendenza nelle fantasie oniriche a sfondo erotico di Lester (celebre l'immagine del corpo nudo di Angela ricoperto di petali di rosa) e nella percezione della realtà filtrata dalla telecamera del disturbato Rick. Una impietosa radiografia della middle-class americana che, come esplicita il provocatorio titolo sottilmente antifrastico, accosta (a volte in modo troppo programmatico) mostruoso e sublime tra frustrazione, repressione sessuale, insofferenza e ossessioni latenti. L'infelicità sembra nascere dalla consapevolezza «di come sta diventando sempre più difficile condurre un'esistenza autentica, quando viviamo in un mondo che sembra puntare i riflettori sull'apparenza» (Alan Ball, sceneggiatore del film). Più accomodante di quanto voglia far credere, resta comunque un apologo amaro in grado di far riflettere. Sofisticata fotografia di Conrad L. Hall, maestro delle luci. 5 premi Oscar: film, regia, sceneggiatura, attore protagonista (Kevin Spacey), fotografia.

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