Buon giorno
Ohayō
1959
Paese
Giappone
Generi
Commedia, Drammatico
Durata
94 min.
Formato
Colore
Regista
Yasujirō Ozu
Attori
Keiji Sada
Yoshiko Kuga
Chishū Ryū
Kuniko Miyake
Haruko Sugimura
Kōji Shitara
Masahiko Shimazu
I fratelli, Minoru (Kōji Shitara) e Isamu (Masahiko Shimazu), invece di andare a un corso di inglese, si fermano a guardare il sumo alla TV con alcuni vicini. I due a casa non possiedono infatti la televisione, e per persuadere la propria famiglia a comprarne una imbastiscono un curioso sciopero: quello della parola. Ozu compie una lieve regressione rispetto agli standard, anche qualitativi, sui quali il suo cinema si era assestato, tornando all'atmosfera e al tono dei primi film, anche dal punto di vista dell'ambientazione e delle sue coordinate spaziali. Realizza una commedia più pura del solito, che parla come sempre, in filigrana ma non troppo, del tessuto sociale del Giappone e dei suoi mutamenti, superficiali e profondi, e di un passaggio a Occidente sempre più irreversibile. In questo caso, un po' inevitabilmente, il tono è più scanzonato che altrove e la leggerezza non esita a scendere a patti con l'umorismo di grana grossa, senza però mai sfigurare o cadere rovinosamente verso il basso. Le gag scatologiche con i peti dei bambini non devono sconcertare solo perché a girarle è un cineasta da questo punto di vista sempre irreprensibile come Ozu: si tratta di contenute deviazioni scurrili che non cancellano il tatto del regista, l'aggraziata soavità del suo tratto, la capacità di far parlare i dettagli come fossero trattazioni sconfinate nelle quali l'antropologia si sposa sempre alla disamina del sentimento. L'evasione di Buon giorno, insomma, è solo apparente, e cela in realtà sotto di sé tutte le prerogative consuete dello sguardo sul mondo del maestro nipponico, il quale, in questo caso, può esibire anche un utilizzo magistrale del colore che resta tatuato nella memoria.
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