Motherless Brooklyn – I segreti di una città
Motherless Brooklyn
2019
In sala
dal 07/11
Paese
Usa
Genere
Noir
Durata
144 min.
Formato
Colore
Regista
Edward Norton
Attori
Edward Norton
Bruce Willis
Willem Dafoe
Alec Baldwin
Gugu Mbatha-Raw

New York, 1950. Lionel Essrog (Edward Norton) è un detective affetto dalla Sindrome di Tourette che cerca di trovare l'assassino del suo migliore amico, Frank Minna (Bruce Willis).

Il secondo lavoro da regista di Edward Norton, a quasi vent’anni di distanza dalla prima sortita dietro la macchina da presa (Tentazioni d’amore, del 2000), è un adattamento molto libero dell’omonimo romanzo di Jonathan Lethem, ambientato però negli anni ’90. Spostando indietro di quarant’anni la propria collocazione temporale, l’attore si sofferma su una ricostruzione d’epoca assai manierata che incrocia senza troppa originalità i codici protocollari tanto del noir quanto del gangster movie, adagiandosi in maniera piuttosto supina sulle coordinate di entrambi. L’affresco che emerge è piuttosto ispirato nelle prime battute, tanto per la capacità di Norton di restituire i tic e le nevrosi del disturbo che affligge il suo personaggio quanto per la capacità di suggestionare e affascinare lo spettatore con virate repentine e scomposte (la scena dell’inseguimento che culmina con la morte di Minna, ad esempio). Col passare dei minuti la sceneggiatura si fa troppo ridondante e poco centrata, girando spesso a vuoto e dimostrandosi non all’altezza del tentativo di approfondire la New York di settant’anni fa da diversi punti di vista, accostati simultaneamente e rozzamente l’uno accanto all’altro: urbano, politico, sociale e razziale, con molti riferimenti, spesso rozzi e smaccati, all’America trumpiana e un eccesso confuso di carne al fuoco. La regia mostra comunque dei lampi degni di nota: dalla sequenza onirica sott’acqua, che si tinge di striature dorate, alle inquadratura nebbiose e vellutate del ponte di Brooklyn, passando per non poche scene sentimentali di carattere malinconico e toccante, accarezzate dalla splendida partitura musicale di Daniel Pemberton (colonna sonora è presente anche un brano inedito di Thom Yorke realizzato appositamente per il film, Daily Battles) e con il jazz e i suoi contrappunti a fungere da amplificatore per il tormentato e frastagliato mondo interiore del protagonista. Piccoli ruoli, decisamente sprecati è piuttosto tirati via, per Willem Dafoe e Alec Baldwin, e piuttosto sciatti e pacchiani anche gli inserti in flashback che sembrano replicare malamente e con esiti pacchiani i tratti grafici dei fumetti di Frank Miller. Curiosità: una sequenza omaggia esplicitamente il celebre scatto, realizzato da un giovanissimo Stanley Kubrick per la rivista Look, dell’edicolante immobile e intristito con intorno i giornali che titolano della morte del presidente Roosevelt avvenuta nel 1945, snodo fondamentale per la perdita dell’innocenza dell’America. Presentato come film d’apertura alla Festa del Cinema di Roma 2019. 

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