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Festival di Cannes: i registi che hanno vinto più Palme d'oro

Cannes Cannes: negli ultimi tempi la kermesse più glamour di sempre è stata al centro del dibattito nel mondo dello spettacolo, e non solo (tutto a causa della cancellazione dovuta all'emergenza sanitaria da Coronavirus), con analisi, approfondimenti, dissertazioni varie su vincitori e vinti. Cosa manca? Un elenco degli 8 registi (in rigoroso ordine alfabetico) che si sono aggiudicati più Palme d'oro a Cannes (due a testa, per la precisione)!

Bille August

Autore danese, detiene un curioso record: ha vinto il premio più prestigioso sulla Croisette con i suoi primi due film da regista. In ognuno dei due casi, le vittorie sono forse tra le più contestabili nella storia di Cannes: il 1988 è l'anno di Pelle alla conquista del mondo, (incomprensibilmente insignito anche dell'Oscar come miglior film straniero), il 1992 quello di Con le migliori intenzioni, biografia dei genitori di Ingmar Bergman.

Francis Ford Coppola

Il Titano per eccellenza: autore che contribuisce in modo fondamentale alla nascita della New Hollywood insieme ai colleghi Brian De Palma e Martin Scorsese, Coppola conquista le Palme d'oro della sua carriera con due tra i film più memorabili nella storia del cinema. Il 1974 è l'anno de La conversazione, rappresentazione cupa e graffiante della condizione dell'uomo moderno; nel 1979 arriva il debordante Apocalypse Now, uno dei film più importanti della cultura contemporanea occidentale, Palma d'oro ex-aequo con Il tamburo di latta (1979) di Volker Schlöndorff.

Jean-Pierre e Luc Dardenne


Due fratelli, un sodalizio artistico di altissimo livello. Autori di un cinema fortemente riconoscibile che ha generato numerosi epigoni, i Dardenne esplorano le esistenze di personaggi calati in contesti sociali difficili, all'interno di una messa in scena spoglia ed essenziale, di taglio documentaristico. La prima Palma d'oro (oltre alla menzione speciale della giuria ecumenica e al premio alla migliore attrice conquistato dalla protagonista, l'esordiente Émilie Dequenne) è datata 1999 (Rosetta); la seconda arriva nel 2005 grazie a L'enfant – Una storia d'amore.

Michael Haneke

Autore intransigente, premiatissimo ai festival internazionali, Haneke tratta tematiche forti e storie non ordinarie con sguardo lucido e distaccato. Accusato a volte di eccessiva crudeltà, il suo cinema è una spietata analisi dell'essere umano e delle conseguenze dei suoi comportamenti, che annulla ogni forma di empatia. Bis di Palme d'oro: nel 2009 con Il nastro bianco e nel 2012 con lo struggente Amour.

Shōhei Imamura

Regista e sceneggiatore giapponese, si concentra su tematiche scomode, rimosse e innominabili della società giapponese lavorando in autonomia. Nel 1983 vince la Palma d'oro al Festival di Cannes con La ballata di Narayama, basato su un romanzo di Shichiro Fukazawa, riconoscimento che riesce a bissare nel 1997 con L’anguilla, toccante e spiazzante racconto della redenzione di un killer che si abbandona ad atmosfere più soffuse e stempera definitivamente le intemperanze di gioventù.

Emir Kusturica

Regista, sceneggiatore, attore, compositore jugoslavo naturalizzato serbo, conquista la prima Palma d'oro a Cannes nel 1985 con Papà...è in viaggio d'affari (nomination agli Oscar come miglior film straniero), ma la vera svolta arriva nel 1995 con Underground, presentato quando la guerra infuriava ancora in Bosnia. Le polemiche per un film bollato come filo-serbo, revisionista, contrario all'indipendenza delle varie etnie dell'ex-Jugoslavia furono feroci: Kusturica (anche sceneggiatore, da un soggetto di Dusan Kovacevic) fu accusato addirittura di esser complice della pulizia etnica, spesso da editorialisti che neanche avevano visto il film.

Ken Loach

Regista, attivista e politico britannico figlio di operai, autore di grandissimo impegno civile, trionfa due volte a Cannes: la prima nel 2006 con Il vento che accarezza l'erba, Palma d'oro conferita all'unanimità; la seconda 10 anni dopo, nel 2016, grazie a Io, Daniel Blake, opera sincera e appassionata che fotografa non tanto la realtà odierna con tutte le sue falle burocratiche costrittive, ma soprattutto il disagio (individuale prima ancora che economico) provato da coloro che vivono ai margini della società.

Alf Sjöberg

Regista e attore svedese, fu un precursore: trionfò infatti con Spasimo durante la prima edizione del Festival di Cannes, che ebbe luogo dal 20 settembre al 5 ottobre 1946. Fedele allo spirito ecumenico post-bellico, il Festival ospitò una giuria formata dai rappresentanti dei differenti paesi che presero parte alla competizione, assegnando ben 11 Grand Prix per il miglior film. Il secondo riconoscimento a Cannes arrivò nel 1951 grazie a La notte del piacere, Palma d'oro ex aequo con Miracolo a Milano di Vittorio De Sica.

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