Bunker
Bunker
Durata
126
Formato
Regista
Quando un architetto di fama mondiale (Javier Bardem) accetta di realizzare un progetto dai risvolti eticamente discutibili, ovvero un rifugio anti-catastrofe commissionato da un magnate della tecnologia (Paul Dano), sua moglie (Penelope Cruz) inizia a interrogarsi sulla solidità del loro matrimonio, dopo diciassette anni di vita insieme.
Dopo l'esordio a dir poco folgorante di The Father (2020) e a distanza di quattro anni da The Son (2022), opera seconda meno riuscita ma comunque interessante, il regista Florian Zeller torna dietro la macchina da presa confermando purtroppo un trend a ribasso. Bunker vorrebbe presentarsi come un thriller drammatico che racconta il conflitto emotivo e morale di una coppia alle prese con una crisi dettata dalle inquietudini di un mondo sempre più instabile, ma si rivela un semplice e stucchevole esercizio di messa in scena, dove ogni singolo dubbio, sussulto o intuizione viene accantonato in nome di un'eccessiva e fin quasi irritante didascalia. Non c'è spazio all'interpretazione delle immagine: ogni simbolo (il film ne è pieno zeppo, purtroppo) viene espletato in maniera scolastica, come se si temesse che il pubblico non sia in grado di cogliere le varie allusioni, depotenziando quindi del tutto il fascino intrinseco della narrazione. Javier Bardem e Penelope Cruz funzionano e sono bravi nel dare spessore drammatico alla pellicola, ma non basta. Presentato in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.