Ci sarà la neve a Natale?
Y aura-t-il de la neige à Noël?
Durata
90
Formato
Regista
In un’azienda agricola della Provenza una donna (Dominique Reymond), madre di sette figli, cerca di tirare a campare tra il lavoro logorante e la presenza dispotica del suo amante (Daniel Duval), padre di tutti i bambini ma che di notte torna dalla sua famiglia ufficiale. L’atteggiamento dell’uomo verso i ragazzi e soprattutto verso la figlia più grande convince la madre ad allontanarlo: cavarsela da soli, però, non sarà facile.
Delicatissimo esordio per Sandrine Veysset che, dopo la proiezione a Cannes e la vittoria di un César come miglior opera prima, è caduto immeritatamente nel dimenticatoio. Per descrivere questo film, l’abusato termine “resilienza” è per una volta ficcante: la regista costruisce un’elegia contadina di superbo realismo, facendo percepire la fatica del lavoro nei campi lasciando però ampio spazio anche alle complesse dinamiche familiari guidate da un padre padrone abituato a prendere e a pretendere senza dare nulla in cambio. Ricchissimo di sottintesi che non hanno bisogno di essere urlati o esplicitati didascalicamente, il film è forte proprio della sua capacità di suggerire anche grandi traumi senza bisogno di scene madri. Il patriarcato rurale si scontra con la tenacia e la dignità della protagonista, ma non c’è manicheismo nella caratterizzazione dei personaggi. Memorabile l’ultima sequenza, in cui la tensione del pre-finale si apre a una vitalità e a una dolcezza insperate.