Grand Ciel
Grand Ciel
Durata
91
Formato
Regista
Vincent (Damien Bonnard) è un operaio che lavora in un quartiere da tutti conosciuto come Grand Ciel. Quando uno dei suoi colleghi scompare misteriosamente, l'uomo inizia a pensare che il caposquadra abbia occultato il cadavere. Dopo una nuova scomparsa, Vincent inizia a essere testimone di visioni inquietanti.
Primo lungometraggio per Akihiro Hata, giapponese trapiantato a Parigi, il cui esordio si carica del non facile peso di inserirsi nel filone del cinema che viviseziona il mondo del lavoro, che Oltralpe vanta un buon numero di titoli e autori, a partire dall’ottimo Stephane Brizé. Si vede però che lo sguardo di Hata ha una propria indipendenza e il regista, complice probabilmente la sua esperienza, si focalizza sui migranti, che nel discorso pubblico tendono a sparire dai radar, salvo coinvolgimenti in cronaca. In Grand ciel, questa sparizione è letterale e il pubblico si trova davanti a una sorta di thriller metafisico, gestito con cura formale notevole per un esordio: l’enorme edificio in costruzione, dalle promesse paradisiache, diventa una zona di vuoto, cui cemento “malato” cancella ogni traccia del dramma che vi si svolge. Hata racconta con realismo i dettagli più sgradevoli (le docce che non riescono a togliere tutti i residui industriali; l’omertà a cui i lavoratori sono costretti per mantenere il posto), ma il film vorrebbe essere forte proprio dell’elemento fantastico che da una parte sicuramente porta freschezza al genere, dall’altra però rischia di non aggiungere troppo allo spirito di denuncia della pellicola. Nel tentativo di bilanciare realismo e allegoria, infatti, il regista a volte si perde: la metafora orrorifica non viene sfruttata appieno, risultando a tratti solo un commento insistito. Certe atmosfere sono però efficacemente angosciose, e anche se al film avrebbero fatto bene meno didascalismi e più radicalità, non si può non apprezzare la volontà di Hata di esordire con un tema spinoso e coraggioso, declinandolo in modo pressoché inedito. Presentato nella sezione Orizzonti della Mostra di Venezia 2025.