Nagi Notes
Nagidaiarī
Durata
110
Formato
Regista
Yoriko (Takako Matsu), un'artista che vive a Nagi, è tormentata da un amore passato che non riesce a superare. Quando Yuri (Shizuka Ishibashi), da poco separata, si reca da Tokyo a trovare la sua amica ed ex cognata, entrambe le donne si ritrovano a un bivio, alla ricerca di un modo per lasciarsi il passato alle spalle e definire la propria identità.
Regista e sceneggiatore giapponese con uno sguardo rivolto al cinema d'autore europeo (Rohmer e Victor Erice sono due suoi riferimenti assoluti), Kōji Fukada continua il suo percorso artistico con un'opera non completamente risolta, il cui fascino enigmatico nell'incrociare i destini delle due protagoniste ha però l'aria di un macchinoso esercizio di scrittura. La pulizia della messa in scena, molto rigorosa e "orientale" nel suo raffinato distacco, non riesce a fare ordine in una narrazione che entra nel vivo solo dopo una lunga prima parte davvero troppo attendista. La placida campagna giapponese, sorta di luogo naturale in grado di proteggere l'umanità dei personaggi, dà all'opera una pregevole atmosfera ovattata: in un clima di sospensione spazio-temporale, solo in lontananza si sentono e si vedono i segnali della realtà, di una contemporaneità minacciosa e ben poco rassicurante che si manifesta attraverso esercitazioni militari e notiziari televisivi che riportano l'evoluzione del conflitto tra Russia e Ucraina. Questi i concetti di base di un film ellittico in cui non è semplice entrare, e da cui è quasi impossibile farsi catturare. La conoscenza di sé e delle altre persone non coinvolge solo Yoriko e Yuri, ma anche altri personaggi marginali (in particolare due adolescenti che scoprono di provare un sentimento che va oltre alla semplice amicizia). Qualche finezza di regia e di montaggio è da segnalare positivamente, ma non basta certo a rendere il film un'esperienza di visione degna di nota. Presentato in concorso al Festival di Cannes.